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“Il caso Spotlight” di Tom McCarthy

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Titolo originale: Spotlight
Regista: Tom McCarthy
Durata: 128 minuti
Uscita in Italia: 18 febbraio 2016                                                        

ll caso Spotlight, vincitore dell’Oscar 2016 (categoria miglior film), racconta la storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con i casi rivelati di abuso sui minori avvenuti presso la diocesi della città.

Il film è un continuo percorso alla ricerca della verità, scontrandosi con documenti nascosti, avvocati senza scrupoli ma soprattutto con il silenzio e la paura delle vittime.

Qui non vogliamo focalizzare l’attenzione sulla pedofilia né evocare il dolore delle famiglie e della comunità, ma esaltare la storia dei giornalisti, il loro lavoro, le indagini. Il giornalismo puro inteso come una questione di verità e di responsabilità, grazie al quale le informazioni non vengono manipolate o omesse o parzialmente riportate.

Il punto cruciale del film infatti non è la fede, ma la giustizia. Come mostra Spotlight, devono concorrere alla verità e alla libertà di informazione tutti: le autorità religiose, la politica, la magistratura, le famiglie, la stessa stampa. «Serve una comunità per educare un bambino e una comunità per abusarlo», è una delle frasi chiave del film.

Ripercorrendo alcuni tratti del film, riteniamo che si possa raggiungere quel pizzico in più di felicità pubblica con il rispetto della verità. La ricerca della verità è alla base dell’informazione. Riguarda l’esame accurato dei dati accessibili e disponibili, il rispetto dell’integrità dei documenti (testi, suoni, immagini), la verifica e la rettifica degli errori. Altresì è molto importante distinguere il fatto dalla valutazione o dal commento del fatto medesimo.

Il cast è composto da Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber e John Slattery: ognuno ha il suo compito, non vediamo gli attori ma solo i ruoli che interpretano alla perfezione.

La regia è minimale: l’essenzialità è la caratteristica del film in modo da non togliere l’attenzione dalla storia.

Il film ci regala una carica di fiducia e ottimismo per il raggiungimento del benessere della comunità e, più in generale, della felicità pubblica.

Preghiera per Černobyl' di Svetlana Aleksievič
"If you are happy" di Michela Muserra

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