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Coniugi senza eredi donano 2 milioni e mezzo al Policlinico di Modena

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«Non avendo avuto figli, a chi potremmo dare questo capitale?». E’ quanto si chiedevano Otello Burani e Maria Giovetti, coniugi modenesi senza figli o eredi a cui destinare il proprio patrimonio. Così hanno preso una decisione che ha commosso molte persone: donare 2 milioni e mezzo di euro al Policlinico di Modena con i quali sono stati costruiti 28 nuovi posti letto per il reparto di degenza chirurgica ad alta intensità e centro trapianti di fegato.

Con la generosa offerta dei coniugi l’ospedale di Modena potrà aiutare ancora più malati di quanto non facesse già in passato. Otello Burani ha amato il proprio lavoro e sembrava possedere un grande talento perché si distinse agli occhi di Enzo Ferrari, che gli affidò il compito di occuparsi della carrozzeria di una delle firme più importanti nel panorama automobilistico. Ma già a partire da quel periodo – erano gli anni ’60 – l’uomo rispondeva, a chi glielo domandasse, che con i soldi avrebbe fatto del bene, che qualche idea gli sarebbe venuta.

Sua moglie Maria Giovetti, in perfetta armonia con il marito, è certa che non avrebbero potuto impegnare il loro denaro in modo migliore, invece il marito, commosso, dichiara: «Mi sono recato poche volte in cantiere perché avevo piena fiducia nel Policlinico e non vedevo l’ora di veder terminato il progetto. Ora che l’ho visto, quasi finito, sono rimasto senza parole, dal gran che è bello».

Il direttore generale del Policlinico di Modena Ivan Trenti ha commentato: «E’ un Policlinico che cambia e si migliora, quello che abbiamo di fronte. Un processo graduale e costante, che procede a ritmo spedito. Un puzzle complesso nel quale collochiamo un tassello dopo l’altro, proprio come quello che stiamo posizionando oggi. E’ con grande piacere che salutiamo l’inaugurazione del nuovo reparto di Degenza ad Alta Intensità Chirurgica e Centro Trapianti di Fegato».

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ha ringraziato Otello Burani e Maria Giovetti per la loro generosità, cosa che ha consentito la costruzione del nuovo reparto dell’ospedale, rappresentando al contempo un grande esempio di sensibilità e di coscienza civile per tutta la regione.

 

 

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