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rohingya

Pubblicato il 19 gennaio, 2018Da Patrizia Abello

Il rimpatrio dei rohingya in Myanmar è molto complicato

È stato raggiunto un accordo tra Bangladesh e Myanmar per rimandare indietro centinaia di migliaia di rohingya fuggiti dalla regione del Rakhine lo scorso agosto quando, nell’ex Birmania, cominciò quella che fu una vera e propria pulizia etnica di cui avevamo parlato qui. L’esodo dei rohingya è stato definito da molti la “crisi dei rifugiati”, è avvenuto in tempi molto rapidi e si è valutato che in totale i profughi sarebbero circa 650.000: l’accordo stabilirebbe il rimpatrio di circa 1.500 persone a settimana. Molte le organizzazioni che si sono indignateLeggi tutto
donne tunisine
Importanti novità per le donne tunisine: finalmente potranno scegliere chi sposare e saranno persino libere di contrarre matrimonio con uomini che non siano di religione musulmana. Dopo il grande passo fatto nel luglio scorso con una legge contro la violenza sulle donne,  ora sono state abolite  le circolari – approvate nel 1973 – che sancivano il divieto di sposare uomini di religione diversa da quella musulmana. Numerose organizzazioni della società civile avevano lanciato una campagna volta a chiedere l’abolizione di queste circolari che rappresentavano «una disciplina discriminatoria in aperta violazioneLeggi tutto
myanmar rohingya

Pubblicato il 5 settembre, 2017Da Redazione

Myanmar, ecco che cosa sta accadendo

Abbiamo letto o sentito parlare molto in questi giorni di Myanmar e di ribelli rohyngya, di scontri violenti con l’esercito e di tante persone morte. Probabilmente si fa un po’ fatica a raccapezzarsi, quindi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Il Myanmar altro non è che la Birmania nel cui Stato nord-occidentale del Rakhine vivono per la maggior parte i rohyngya, una delle minoranze etniche più perseguitate nel mondo. Sono musulmani e sono poco più di un milione ma vivono in un Paese dove la stragrande maggioranza delle personeLeggi tutto
divorzio istantaneo
In India fino a qualche giorno fa bastava pronunciare tre volte di seguito la parola “talaq” (“ti divorzio”) affinché un uomo musulmano potesse divorziare dalla propria moglie con effetto immediato. Una lite di un minuto, un semplice capriccio, un qualsiasi motivo irragionevole potevano di fatto dar luogo al divorzio istantaneo islamico. Non era neanche necessario che la tripla formula fosse recitata davanti a un giudice, bastava una semplice lettera, una mail, un messaggio inviato al giudice dal proprio telefono. Men che meno era fondamentale guardare in viso, o se nonLeggi tutto
burkini
Tremila donne algerine si sono date appuntamento nella cittadina costiera di Annaba per protestare contro l’obbligo di indossare il burkini per fare il bagno al mare. Semplicemente, hanno rivendicato il loro diritto, in quanto donne, di indossare dei bikini. Nulla che possa scandalizzare il mondo occidentale ma, agli occhi delle società islamiche integraliste, si è trattato di un affronto. Quello che forse non tutti sanno, infatti, è che ogni anno diversi gruppi di moralizzatori vagano indisturbati per le spiagge per esercitare un controllo sistematico – senza che le autorità intervenganoLeggi tutto
Ungheria immigrati

Pubblicato il 5 aprile, 2017Da Milena Pennese

La tirannia di Orbán in Ungheria e il silenzio dell’Europa

Secondo il primo ministro ungherese Viktor Orbán le migrazioni sono «un cavallo di Troia per il terrorismo» e non, come la storia ci ha insegnato, fenomeni fisiologici, conseguenze di guerre, catastrofi e povertà. Da anni l’Ungheria è impegnata a costruire recinti di filo spinato a circoscrivere i suoi confini e da anni l’Unione Europea (l’Ungheria ne fa incredibilmente parte), si scandalizza per un giorno e poi torna a soffrire di demenza senile oppure si addormenta e comunque lascia fare. L’ultima gravissima pensata di Orbán è divenuta legge: detenzione automatica perLeggi tutto
cimitero ebraico distrutto
Una notizia dello scorso febbraio, forse passata un po’ in sordina, informava di atti vandalici ai danni di un cimitero ebraico costruito nel lontano 1888 nel Missouri, a Saint Louise. Un chiaro atto di antisemitismo che si è risolto in tombe profanate, scritte ingiuriose, lapidi frantumate. Ciò che a volte i razzisti non immaginano è che le loro azioni disgustose possano diventare un’occasione per rispondere alla barbarie con l’umanità, la solidarietà e l’integrazione. Peggio per loro e buon per noialtri. Infatti è successo che, scandalizzati dallo scempio, i cittadini diLeggi tutto
protesta trump

Pubblicato il 9 febbraio, 2017Da Valerio Roberto Cavallucci

Stati Uniti: da “Yes, we can” a “No, you can’t”

In questi giorni abbiamo letto molti commenti sui provvedimenti presi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’immigrazione e i diritti dei rifugiati, denominati – con qualche approssimazione – Muslim ban. Proviamo, in estrema sintesi, a ripercorrerne i contenuti. In primo luogo l’ammissione dei rifugiati negli Stati Uniti, nell’ambito del programma di accoglienza, è stata sospesa per 120 giorni. In particolare è stato promulgato il divieto di ingresso per le persone provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen) per un periodo di 90 giorni. Originariamente l’ordineLeggi tutto
Islamofobia

Pubblicato il 19 maggio, 2016Da Redazione

Un selfie contro l’islamofobia

Bangladesh

Pubblicato il 22 gennaio, 2016Da Redazione

L’ora della preghiera in Bangladesh