La redazione consiglia

la strada del ritorno è sempre più corta
Appartengo a quella categoria di lettori che, quando leggono un libro, non ci pensano due volte: se poco convinti non esitano ad abbandonare l’impresa nelle prime pagine. Siamo troppo precipitosi? Ci precludiamo la possibilità di cambiare idea, di stupirci? Probabilmente è vero ma non possiamo farci nulla, è più forte di noi. Quelle volte però che un libro ci piace ci chiudiamo in casa, abbandoniamo gli impegni quotidiani e dedichiamo tutte le nostre energie a leggere. A me capita di rado ma quando succede è come una magia: sono coinvoltaLeggi tutto
lituania

Pubblicato il 7 ottobre, 2017Da Redazione

Tra il selvaggio e il moderno, alla scoperta della Lituania

Viaggio nel Paese dei grandi contrasti, dove il passato si mescola al presente in un paradosso indefinito. Settembre, come cantava Guccini, è il mese “dei ripensamenti sugli anni e sull’età”, ma nel mio caso è anche l’occasione per fuggire dalla quotidianità, almeno per un po’, prima di immergermi nuovamente nel tran tran università-lavoro-casa. La mia meta per definizione non può che essere il mio Paese di origine, dove ho la fortuna di trovare conforto nelle braccia di mia nonna, una delle poche abitanti di un villaggio nel bel mezzo del nulla.Leggi tutto
l'equilibrio

Pubblicato il 28 settembre, 2017Da Camilla Cavallucci

“L’equilibrio” di Vincenzo Marra

Chi è più realista del re? Forse l’equilibrio, il mantenimento dello stato delle cose. Questo è il quesito che lascia nella mente dello spettatore “L’equilibrio”, film di Vincenzo Marra, raccontato inseguendo, attraverso una ricorrente inquadratura di spalle, un prete che prova ad intaccare lo stato delle cose. Un meccanismo criminale gestito da un clan in un quartiere di una città. Questo lo sfondo. Una città e un territorio dai quali don Giuseppe non riesce a stare lontano. E nei quali è difficile vivere. In alcuni territori italiani, o forse inLeggi tutto
lo chiamavano jeeg robot

Pubblicato il 19 settembre, 2017Da Camilla Cavallucci

“Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti

La delicatezza. Il tratto distintivo, la caratteristica che più di tutte arriva come un pugno nello stomaco allo spettatore è la delicatezza. Anche nelle scene più crude “Lo chiamavano Jeeg Robot” non perde mai quel candore, filtro del mondo surreale raccontato. Un mondo sospeso un metro sopra la superficie terrestre frutto di uno scontro tra la periferia romana animata da una violenza fine a sé stessa e l’immaginazione, il rifugio di una ragazza che in quell’ambiente vive quasi inconsapevolmente. Ed è proprio l’inconsapevolezza che permette al protagonista, un bravissimo ClaudioLeggi tutto
bernalda
di Camilla Isotti. “Tradizione” è ciò che mi fa sentire italiana, quel senso di appartenenza, nonostante la globalità odierna che ci fa essere tutti cittadini del mondo. Perché anche chi non ha l’opportunità o la voglia di viaggiare, con Google Earth e i social (vedi Instagram tra tutti) può essere in ogni luogo, in qualsiasi istante, magari restando a casa, comodamente seduto sul proprio divano. L’unicità dell’Italia e degli italiani cosmopoliti, resta l’attaccamento alle origini, alla “casa”, alla “terra” di appartenenza. Puoi vivere dall’altra parte del mondo, ma manterrai sempreLeggi tutto
l amore che mi resta

Pubblicato il 2 settembre, 2017Da Valerio Roberto Cavallucci

“L’amore che mi resta” di Michela Marzano

“Vi chiedo scusa. Mi dispiace papà, non ce la faccio proprio ad andare avanti. Di’ a Giacomo che lui sa quello che voglio dire. Di’ a Paolo che in fondo non c’entra niente. Di’ a mamma che lei è perfetta”.  Con queste parole Giada, venticinquenne figlia adottiva, prende commiato dai suoi affetti, dalla madre Daria, dal padre Andrea, dal fratello Giacomo e dal fidanzato Paolo. A partire dal suicidio di Giada si dipana la storia narrata da Michela Marzano, professoressa di filosofia morale all’Università Descartes di Parigi e, ormai, scrittriceLeggi tutto
palermo

Pubblicato il 22 agosto, 2017Da Valerio Roberto Cavallucci

Ancora Palermo. Palazzo Branciforte e il Monte di Santa Rosalia

Ho frequentato a lungo Palermo per motivi di lavoro e, dopo aver letto il bel testo di Camilla Isotti (leggi qui l’articolo), non ho resistito alla tentazione di aggiungere una tappa al suo affascinante itinerario: Palazzo Branciforte. Ancora pochi, palermitani o turisti, conoscono i misteri e le bellezze che custodisce; un motivo in più per dedicare qualche ora del viaggio a questa scoperta. Ma iniziamo con ordine. Palazzo Branciforte si trova nel pieno centro storico della città, a due passi da La Cala, l’antico porto di Palermo. Il nucleo originarioLeggi tutto
il gattopardismo di Palermo

Pubblicato il 3 agosto, 2017Da Redazione

Il gattopardismo di Palermo

di Camilla Isotti. Palermo, la città dei contrasti, come i suoi agrumi, dolci e aspri, come il sole ardente della Sicilia che sembra coprire tutto d’oro, ma che contribuisce con la mano dell’uomo incosciente o criminale ad ardere vorticosamente il terreno sottostante, già assettato di acqua per l’eccessiva calura, di fronte cui l’ampia distesa del suo mare nulla può. Come la Sicilia, nel suo insieme, terra della grande nobiltà descritta divinamente nel capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, l’isola felice di valori autentici, con un’identità precisa e leLeggi tutto
mai stata in ginocchio

Pubblicato il 25 luglio, 2017Da Valerio Roberto Cavallucci

“Mai stata in ginocchio” di Paola Leccese

Mai stata in ginocchio è l’opera prima di Paola Leccese, pubblicata per i tipi di Riccardo Condò Editore. Novanta pagine intense e complesse in cui l’autrice teatina racconta fatti, incontri e storie della sua vita, con una scrittura sempre scorrevole, rapida, a volte tagliente. Si alternano registri diversi: un forte pudore dei sentimenti, giudizi talora “spietati”, una costante vena d’ironia. Mai stata in ginocchio è un titolo perfetto perché capace di affascinare il lettore ben prima di renderlo consapevole delle sue motivazioni, in grado di evocare forza e dignità senzaLeggi tutto
botero

Pubblicato il 16 luglio, 2017Da Valerio Roberto Cavallucci

Botero, maestro dei volumi

La retrospettiva dedicata a Fernando Botero rappresenta un’occasione da non perdere. Una cinquantina di grandi tele e alcune importanti sculture, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, per la prima retrospettiva in Italia dedicata al maestro colombiano. Un contributo determinante per conoscere un autore famoso e popolare ma, forse, non abbastanza “compreso”. La mostra, aperta fino al 27 agosto 2017 a Roma presso il Complesso del Vittoriano (Ala Brasini), è stata promossa dall’Assessorato alla crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con ilLeggi tutto