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A Roma la mostra su Klimt ancora per poche settimane

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Ieri ho avuto finalmente la possibilità di vedere una mostra che sognavo da tempo: “Klimt. La Secessione e l’Italia”. Allestita all’interno di Palazzo Braschi a Roma, è veramente un gioiellino che consiglio a tutti di visitare. C’è tempo fino al 27 marzo.
L’esposizione, a cura di Franz Smola, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente capitolina ai Beni Culturali e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna, ripercorre la carriera dell’artista austriaco concentrandosi, nello specifico, sul ruolo di Klimt nella cosiddetta Secessione viennese, ovvero la creazione di una associazione di artisti, tra cui pittori e architetti, che decisero di staccarsi dall’Accademia di belle arti per dar vita ad un gruppo autonomo: “Non si combatte per qualche sviluppo o cambiamento nell’arte, ma per l’arte stessa, per il diritto di creare artisticamente”, scriveva un critico del tempo.
La mostra ripercorre anche le tappe di Klimt (e degli artisti della sua cerchia) nei suoi viaggi in Italia: circa 200 opere a testimoniare un attaccamento alla nostra terra, evidente oltre che nei meravigliosi paesaggi, anche nelle tante cartoline inviate da Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna.
Tra le opere più famose è possibile ammirare la celebre Giuditta, La sposa, Ritratto di signora, Signora in bianco e molte altre. Le donne di Klimt sono tutte estremamente sensuali, seducenti, erotiche ed è per questo che spesso vennero censurate. Oggi invece possiamo godere appieno di tanta bellezza.
Tra le sale forse più belle del percorso, almeno per me, c’è quella dedicata al Fregio di Beethoven, oggi custodito nel Palazzo della Secessione viennese. Un fregio murale di oltre 34 metri, una sorta di interpretazione visiva della Nona sinfonia.
Una chicca della mostra è sicuramente la possibilità di ammirare alcuni capolavori perduti dell’artista, ovvero i tre dipinti noti come Quadri delle Facoltà – La Medicina, La Giurisprudenza e La Filosofia, grazie alla collaborazione tra Google Arts & Culture Lab Team e il Belvedere di Vienna. I dipinti, commissionati a Klimt dall’Università di Vienna e poi ritenuti scandalosi e successivamente distrutti in un incendio, prendono letteralmente vita davanti agli occhi dello spettatore. Io sono rimasta a bocca aperta, anche perchè delle opere originali non abbiamo che qualche foto sbiadita in bianco e nero.
Che dire, se passate per la capitale, straconsigliata.
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