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In memoria di David Sassoli

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Questa notte, al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, è morto David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

Era nato a Firenze nel 1956 da una famiglia di solide radici cattoliche. Il padre Domenico, giornalista e intellettuale, era stato parrocchiano di don Milani. David inizia la carriera di giornalista in testate locali e poi nella redazione de Il Giorno, prima di approdare alla RAI nel 1992 quale inviato per la cronaca del TG3. Ha collaborato con Michele Santoro nelle trasmissioni “Il rosso e il nero” e “Tempo reale”, giungendo nel 1999 alla redazione del TG1 e alla conduzione delle edizioni delle 13,30 e delle 20. Dal 2006 al 2009 è vicedirettore del TG1 di Gianni Riotta.

Nel 2009 abbandona la professione e viene eletto, per la prima volta, al Parlamento Europeo nelle liste del neonato Partito democratico. Dal luglio 2019 è stato presidente dell’Assemblea, secondo esponente italiano dopo Antonio Tajani.

A settembre scorso gli viene diagnosticata una severa polmonite da legionella da cui sembra riprendersi bene. A novembre una prima ricaduta a seguito della quale i medici gli consigliano di abbassare il ritmo del proprio impegno politico. Per questo, in dicembre, annuncia che non si sarebbe ricandidato alla guida dell’Europarlamento per la seconda metà della legislatura. Prima di Natale una seconda ricaduta che lo porta al ricovero ad Aviano dove muore “per una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario”.

Lascia la moglie Alessandra Vittorini, storica dell’arte e direttore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, e i figli Giulio e Livio.

Innumerevoli, in queste ore, gli attestati di stima da parte di esponenti di tutte le parti politiche e a ogni livello della vita istituzionale italiana ed europea.

Per noi David Sassoli è stato un europeista intransigente, convinto che il processo di integrazione dovesse procedere a ritmo sostenuto, senza i tentennamenti che troppe volte hanno caratterizzato le scelte dei governi. Un appassionato sostenitore del ruolo del Parlamento quale unico livello di rappresentanza elettiva dell’Unione. Un fermo difensore dei diritti umani in qualunque parte del mondo venissero violati. Un socialista impegnato quotidianamente nella lotta alle diseguaglianze. Un uomo sobrio, distinto, equilibrato, empatico che ha offerto a tutti noi una grande lezione di stile e ha rappresentato al meglio il nostro Paese in Europa.

 

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"Il dito di Dio - Voci dalla Concordia" di Pablo Trincia

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