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Arriva il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

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Dopo diversi rinvii dovuti soprattutto alla pandemia, con il decreto n.561 del 26.10.21 diventa operativo il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e di conseguenza decadranno le iscrizioni precedenti ai vari registri (nazionali, regionali, provinciali) cui aderivano tutti gli enti facenti capo alle istituzioni del Terzo settore. Si tratta di una importante novità, attesa da tempo, uno dei due tasselli ancora mancanti ai fini della completa attuazione della riforma del 2017.

Operativo dallo scorso 23 novembre, il nuovo registro telematico, istituito al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, consente di perimetrare il Terzo settore, così come permette agli iscritti di godere delle agevolazioni previste dal nuovo Codice del Terzo settore e assicura la piena trasparenza degli enti del Terzo settore (ets) attraverso la pubblicità degli elementi informativi che vi sono iscritti. Tra alcuni mesi tutti i cittadini potranno consultare gli statuti, i bilanci, le informazioni previste dalla legge relativamente agli enti iscritti, che dovranno assicurarne periodicamente l’aggiornamento attraverso il sistema.

Oltre alle organizzazioni di volontariato (odv) e alle associazioni di promozione sociale (aps), iscritte ai precedenti registri, per le quali si provvederà alla trasmigrazione dai registri di settore delle ex leggi 266/91, 383/00 e 381/91, possono iscriversi tutte le altre adv e aps, che siano associazioni riconosciute o non riconosciute. L’iscrizione al RUNTS non è obbligatoria ma è necessaria per poter avere la qualifica di ets e poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova normativa.

Oltre alle già citate odv e aps, il RUNTS prevede diverse categorie di ets: imprese sociali (incluse le cooperative sociali), enti filantropici, reti associative, società di mutuo soccorso, altri enti del Terzo settore, questi ultimi non ben definiti se non in aderenza allo svolgimento di attività di “interesse generale”. Per quanto riguarda le ONLUS iscritte alla relativa anagrafe al 22 novembre 2021, esse accederanno al RUNTS secondo una particolare procedura regolata dall’art. 34, d.m. 106/2020, che prevede l’intervento dell’Agenzia delle entrate, che dovrà comunicare al RUNTS i dati degli enti iscritti all’anagrafe secondo modalità specifiche.

Non si tratta di un passaggio semplicissimo, soprattutto per chi deve adeguare i propri statuti alla nuova normativa e inoltre diventa obbligatorio il deposito entro il 30 giugno di ogni anno dei bilanci dell’anno precedente. Per sciogliere qualsiasi dubbio si possono contattare i vari CSV (Centro di Servizi per il Volontariato) sparsi sul territorio, che hanno lo scopo di fornire gratuitamente a tutte le organizzazioni del Terzo settore il supporto necessario per la trasmigrazione dai precedenti registri e le nuove iscrizioni. Per quanto concerne la trasmigrazione, il trasferimento dai vecchi registri al nuovo deve avvenire entro 90 giorni (21 febbraio 2022), successivamente saranno verificati i requisiti per l’iscrizione al RUNTS da parte degli uffici competenti (nei successivi 180 giorni, cioè entro il 21 agosto 2022 salvo eventuali proroghe). Se l’ufficio non si pronuncia espressamente entro questa data, opera il meccanismo del silenzio assenso.

L’iscrizione al Runts avviene in via telematica, tramite il portale dedicato, realizzato in collaborazione con Unioncamere al sito www.lavoro.gov.it.

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