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Dalla parte dei minorenni

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In apparenza siamo il Paese al mondo più sensibile ai temi dell’infanzia e dell’adolescenza, pronti a commuoverci quando vediamo un bambino soffrire e a indignarci quando qualcuno subisce ingiustizie. In realtà, come comunità nazionale, ci occupiamo poco e male di loro. Scarsi servizi, affidi e adozioni difficilissimi, tanta dispersione scolastica, elevata povertà educativa e via discorrendo. In sintesi facciamo tanta fatica a trasformare la presunta sensibilità individuale in pratica collettiva, in coerenti scelte politiche.

Quasi mai, inoltre, siamo capaci di ascoltare le opinioni dei minori e di coinvolgerli in qualsiasi tipo di scelta. In parte fa eccezione l’esperienza della scuola primaria dove, non a caso, sono nate anche le prime esperienze di consigli comunali dei bambini e delle bambine.

Eppure il mondo cambia e le nuove generazioni fanno sentire la propria voce. Basta pensare all’impegno contro il cambiamento climatico. Ovunque sono stati i ragazzi a scendere in piazza e imporre all’agenda della politica internazionale l’emergenza ambientale. Anche la leadership del movimento Friday for Future è popolata da giovanissimi, come ha ricordato il nostro direttore nel suo editoriale del 12 novembre. Greta Thunberg aveva quindici anni quando ha iniziato le sue manifestazioni a Stoccolma.

Per questo sembrano anacronistici i suggerimenti del Garante per l’infanzia e l’adolescenza contenuti nel recente Manifesto sulla partecipazione dei minorenni, reso pubblico in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia 2021. Ma, a ben vedere, si tratta di indicazioni preziose che dovrebbero essere raccolte con la massima attenzione da ciascuno di noi, non solo nella scuola ma nella stessa vita quotidiana, a contatto con bambini e ragazzi.

Ecco quanto raccomanda il Manifesto:

  1. Alle amministrazioni pubbliche di accompagnare l’adozione di atti a carattere generale, normativo o programmatorio che coinvolgano anche indirettamente i bambini e ragazzi con iniziative volte a garantire la partecipazione diretta dei minorenni attraverso azioni di ascolto, collaborazione attiva o proposta. Le medesime amministrazioni tengano in adeguata considerazione, dandone conto, dei risultati di tali forme di partecipazione.
  2. Ai titolari del potere legislativo di adottare specifiche normative che disciplinino, agevolino e sostengano – con risorse adeguate – la partecipazione attiva dei minorenni alle decisioni di carattere generale che li riguardano, prevedendo meccanismi volti a far sì che le opinioni di bambini e ragazzi siano tenute in adeguata considerazione nel rispetto del principio del superiore interesse del minore
  3. Al Governo di mettere a disposizione una piattaforma online riservata specificatamente allo svolgimento di consultazioni pubbliche delle persone di minore età
  4. Alle scuole di ogni ordine e grado di prevedere l’inserimento della partecipazione attiva dei minorenni come elemento dell’insegnamento di educazione civica all’interno dell’offerta formativa scolastica nonché come metodologia e pratica educativa.
  5. Al legislatore di istituire la Giornata nazionale della partecipazione delle persone di minore età, con l’obiettivo di monitorare l’effettiva applicazione di tale diritto, di sensibilizzare sul tema e promuoverne la cultura e la consapevolezza.
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