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Gino Strada e il Nobel per la Pace

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Da qualche settimana su change.org si trova una petizione “velleitaria”: la richiesta di candidatura di Gino Strada al prossimo premio Nobel per la Pace. A onore del vero non mi sembra che le adesioni siano state rapide e travolgenti ma credo che l’intuizione sia davvero “centrata”.

“Con la creazione e lo sviluppo della Ong Emergency che dal 1994 ha curato in molti Paesi del mondo teatro di guerre più di 10 milioni di feriti, del tutto gratuitamente e senza mai valutarne la nazionalità, la religione o lo schieramento, Gino Strada ha lottato per la Pace come opposizione a tutte le guerre che, parole sue, vengono decise da pochi e subite da molti, quasi sempre civili indifesi e più in generale gli ultimi. Una delle massime più importanti di Gino Strada recita: Il paziente viene prima di tutto. Gino Strada è stato un vero costruttore di Pace”.

La questione è in queste ultime parole: Gino Strada è stato un vero costruttore di pace. Radicale e intransigente nel condannare ogni guerra come può esserlo chi ne conosce bene gli effetti, le conseguenze. Chi ha curato le vittime non vuole e non trova giustificazioni alla mattanza. D’altra parte la cultura della pace non può che nascere dal ripudio assoluto della guerra. Tutti sono per la pace, ma quasi tutti sono disponibili a trovare qualche giustificazione per una guerra “giusta”, “opportuna”, “necessaria”. Gino Strada in mille dichiarazioni ci ha messo di fronte alle drammatiche conseguenze di ogni guerra e ha scelto di stare al fianco di tutte le vittime, dimostrando con i fatti cosa significhi costruire la pace.

Per queste ragioni poche persone meritano questo riconoscimento come il fondatore di Emergency. Riservato, spigoloso, qualche volta provocatorio, mai alla ricerca del consenso, Gino Strada ha mostrato al mondo – senza concedere nulla al sentimentalismo di maniera – che lavorare per la pace è un mestiere duro, difficile, impopolare ma irrinunciabile.

Negli ultimi trent’anni i Nobel per la Pace talora sono stati assegnati a esponenti politici, capi di Stato o leader di organizzazioni internazionali che, in particolari occasioni, sono stati protagonisti di trattative o iniziative che hanno favorito processi di pace o di riconciliazione in Paesi lacerati da conflitti. Eppure, il loro ruolo politico, qualche tempo dopo, li ha riportati su scenari di guerra. Senza nulla togliere ai loro meriti preferiamo Nobel “disarmati”, seminatori della cultura della pace, uomini e donne che non hanno paura di passare per idealisti, visionari, sognatori perché nella loro quotidianità curano ferite, guariscono ingiustizie, costruiscono processi di pace. Gino Strada è uno di loro.

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