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Gino Strada, fondatore di Emergency, ci ha lasciati

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“Quel che facciamo per loro, noi e altri, quel che possiamo fare con le nostre forze, è forse meno di una gocciolina nell’oceano. Ma resto dell’idea che è meglio che ci sia, quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui. È un lavoro faticoso, quello del chirurgo di guerra. Ma è anche, per me, un grande onore.” cit. Pappagalli verdi.

Con queste parole scritte nel suo libro, Gino Strada indica la missione della sua vita. Purtroppo nei giorni scorsi ci ha lasciato per sempre il grande medico, pilastro della chirurgia d’emergenza per il Terzo Settore. Conosciamo meglio lui e la sua Ong.

Gino Strada nasce a Sesto San Giovanni – la Stalingrado d’Italia – nel 1948. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, si è poi specializzato in Chirurgia d’Urgenza.

Per completare la formazione da medico-chirurgo, negli anni Ottanta vive per 4 anni negli Stati Uniti, occupandosi di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone presso le Università di Stanford e di Pittsburgh. Si sposta poi in Inghilterra e in Sud Africa, svolgendo periodi di formazione presso l’ospedale di Harefield e presso il Groote Schuur Hospital di Città del Capo.

Nel 1988 decide di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra. Negli anni successivi, fino al 1994, lavora con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia.

Nel 1994, grazie all’esperienza accumulata negli anni, decide – insieme alla moglie Teresa Sarti e alcuni amici e colleghi – di fondare Emergency, associazione libera, indipendente e neutrale nata per offrire cure di qualità e gratuite alle vittime di guerre, di povertà e di mine antiuomo.

Il primo progetto di Emergency porta Gino Strada in Ruanda, durante il genocidio tra Hutu e Tutsi, il successivo lo porta in Cambogia.

Nel 1988 Strada parte per l’Afghanistan, raggiungendo il nord del Paese e l’anno successivo Emergency apre il primo progetto nel Paese: un Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah.

Gino Strada rimane personalmente sul luogo, operando migliaia di vittime di guerre e di mine antiuomo, contribuendo all’apertura di altri progetti sul luogo. Non a caso, Emergency è tuttora presente in Afghanistan  con 3 ospedali, un Centro di maternità e ben 44 avamposti di Primo Soccorso.

Successivamente il medico si attiva per creare il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, il primo totalmente gratuito in Africa e riesce persino in Sierra Leone (dove Emergency è presente dal 2001) per l’emergenza Ebola.

L’uomo Gino Strada non aveva un bel carattere, le cose ai potenti della Terra non le mandava a dire e ha sempre ribadito con chiarezza il suo No alle guerre, a tutte le guerre. Se la prendeva con i venditori di armi, se la prendeva con le ingiustizie nel mondo, aveva a cuore i più deboli e indifesi. Diventava financo brutale quando parlava di sanità privata, sembrava persino spocchioso e irritante. Ma era impossibile non ammirarlo, vista la sua coerenza sempre perseguita come un galantuomo d’altri tempi.

Fino a ieri alle 14 è restata aperta la camera ardente presso la sede di Emergency a Milano in via Santacroce 19, dove, da sabato 21 agosto, Strada ha ricevuto migliaia di visite di commiato. I funerali non verranno celebrati e il grande uomo sarà cremato come aveva chiesto in vita.

Ecco il saluto di MSF per lui: «Addolorati per la scomparsa di Gino Strada, un’enorme perdita per tutto il mondo umanitario. Con il suo lavoro e la sua voce ha portato all’attenzione crisi e ingiustizie dimenticate, di questo gli saremo sempre grati. Tutta la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutti i team di EMERGENCY che in Italia o in Paesi lontani porteranno avanti il suo esempio».

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