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Assegno Unico per i figli già dal 1° luglio

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Come riportato nella Legge n. 46 del 1 aprile 2021, a partire dal 1° luglio prossimo verrà introdotto l’assegno unico per i figli. Si tratta, per ora, di una “misura ponte” che varrà sino al 31 dicembre, mentre dal 1° gennaio 2022 diventerà permanente e universale e verrà inserito direttamente nella riforma fiscale in sostituzione di detrazioni o bonus finora esistenti che rimangono però in vigore per l’anno fiscale 2021.

L’assegno per questi sei mesi è legato esclusivamente all’ Isee – che può raggiungere un massimo di 50.000 euro – e al numero di figli.

L’importo massimo mensile per figlio, da luglio, sarà di 167,5 euro se i figli sono al massimo due, mentre aumenta del 30% dal terzo figlio in poi. Naturalmente l’importo cala con il crescere dell’Isee, azzerandosi al raggiungimento di 50.000 euro.

Nella fase transitoria fino al 31 dicembre, l’assegno è destinato a tutte le famiglie escluse dagli assegni familiari, percepiti invece dai lavoratori dipendenti. Si tratta di quasi 2 milioni di famiglie molto diverse tra loro: soggetti inattivi, percettori di Reddito di cittadinanza, lavoratori autonomi, ma anche dipendenti oggi tagliati fuori dagli assegni per ragioni di reddito familiare. A questi nuclei vanno 1 miliardo e 580 milioni dei 3 miliardi a disposizione.

L’altra metà delle risorse andrà a circa 4 milioni di famiglie, contemplando un aumento di 37,5 euro mensili per figlio nel caso di nuclei familiari con uno o due figli e 70 euro in più per figlio nel caso di 3 o più figli.

Ha commentato il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti: «Due milioni di nuclei che prima non ricevevano nulla, da luglio avranno un assegno. Quattro milioni che già ricevono avranno una maggiorazione. Si tratta di un passo deciso nella direzione dell’universalità che è il principio fondante della misura. Per ora le detrazioni e le altre misure in essere, come assegno natalità e dote mamma, restano. Nessuno perderà nulla». (fonte repubblica.it)

Naturalmente il richiedente dell’Assegno unico dovrà essere in possesso di alcuni requisiti specifici e quindi dovrà essere: cittadino italiano, europeo, extraeuropeo, titolare di diritto di soggiorno, di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o per motivo di lavoro o ricerca di durata almeno semestrale. Dovrà pagare le tasse in Italia e sarà residente e domiciliato nel nostro Paese da almeno due anni, anche non continuativi, e con i figli a carico fino al compimento del 18esimo anno di età. Oppure ancora potrà essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale e il suo nucleo familiare deve essere in possesso dell’Isee.

La domanda per accedere all’Assegno Unico potrà essere presentata in via telematica presso l’INPS oppure attraverso Caf e Patronati, secondo modalità che verranno presto indicate dallo stesso INPS.

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