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Sanremo al tempo del Covid

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Sanremo e Covid. Un binomio che ha suscitato non poche polemiche in questi giorni già complicati a proposito della questione pubblico sì, pubblico no.

A iniziare la querelle è stato il conduttore e direttore artistico Amadeus, secondo il quale la presenza in teatro del pubblico è condizione imprescindibile per la buona riuscita del Festival, in programma dal 2 al 6 marzo. Dimentica però Amadeus che i teatri sono chiusi da quasi un anno e che anche l’Ariston è un teatro, per cui dovrebbero valere le stesse regole applicate al settore. La pensa così il ministro Franceschini che non concede deroghe a quanto deciso dal Governo. Amadeus minaccia di abbandonare la direzione dello spettacolo. L’opinione pubblica si mobilita a favore degli artisti e di tutti gli operatori del settore, messi in ginocchio dalle chiusure, il ministro non molla.

Tanti gli artisti che hanno fatto sentire la propria voce, a partire da Moni Ovadia, uomo di teatro e intellettuale, che sui social ha invitato al boicottaggio della kermesse. Ovadia ricorda che se i teatri pubblici sono chiusi da tempo, perché fare un’eccezione solo per Sanremo? “Sarebbe il segnale che non viviamo in un contesto di regole condivise ma che ognuno fa le regole come piacciono a lui. Una cosa molto grave”. Come non concordare con l’artista che ci tiene a sottolineare che il suo non sia affatto un giudizio sulla qualità dello spettacolo ma sulla dignità di un intero settore della cultura che è stato completamente abbandonato, “fino a quando il dio denaro detterà l’agenda, non avremo speranze per un futuro migliore”. Se Sanremo è più importante della cultura, continua Ovadia, allora vuol dire che questo Paese è perso per sempre.

A intervenire sulla questione, con il suo solito tono a metà tra il serio e il faceto, anche Fiorello, che ha detto la sua nel corso di una discussione su Clubhouse: “Non dateci il pubblico, ma riaprite i teatri”.

Dopo diversi giornate di scontri però a sorpresa, sicuramente per la Rai, è arrivata la notizia del no al pubblico da parte della Prefettura di Imperia. “Al Festival di Sanremo non ci potrà essere pubblico – ha dichiarato il prefetto Alberto Intini, – né pagante né ad invito (come si era ipotizzato in un secondo momento) visto che con l’ultimo decreto non sono consentiti spettacoli aperti al pubblico nei teatri e nei cinema”.

Nei prossimi giorni si terrà un altro incontro, tra Prefettura, amministrazione comunale e le categorie interessate alla manifestazione per definire la situazione. Per il Comune di Sanremo sarà un danno significativo ma è anche vero che la quasi totalità dei grandi eventi mondiali, dai Grammy al Festival di Cannes, ha dovuto adattarsi alle nuove regole dettate dalla pandemia.

Sarà un ritorno alle origini, un Festival concentrato più sulla musica, che poi è la ragione per cui è nato.

Staremo a vedere.

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