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Vaccino e disabilità – questioni irrisolte

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È di qualche giorno fa l’annuncio che molti aspettavano: il commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha dichiarato che il vaccino sarà somministrato anche alle persone con disabilità e ai propri accompagnatori.

Un’ottima notizia che giunge però solo dopo il clamore delle scorse settimane.

Associazioni di pazienti e caregiver si sono infatti mobilitati in massa. Anche l’Osservatorio Malattie Rare aveva denunciato la mancanza nei confronti della figura dei caregiver e di genitori e familiari che si fanno carico delle persone non autosufficienti e dei minori con gravi patologie e disabilità, esclusi dalla priorità del piano vaccinale che, nella sua forma originale, include operatori sanitari e sociosanitari sia pubblici che privati, residenti e personale dei presidi residenziali per anziani e persone di età avanzata.

A partire dai primi di febbraio quindi i disabili verranno vaccinati insieme agli over 80.

Solo qualche settimana fa anche AIPD, COORDOWN e ANFFAS avevano chiesto tramite lettera al ministro Speranza e ad Arcuri la priorità vaccinale per le persone con disabilità. Tiziana Grilli, presidente dell’Associazione Italiana Persone Down esprime “sincera gratitudine verso il commissario Arcuri, che mostra di aver ascoltato le nostre istanze”.

Pur esprimendo gratitudine la Grilli pone l’accento sul problema anagrafico, sottolineando che almeno nel caso delle persone con Sindrome di Down, l’età non dovrebbe essere considerata: “Anche prima dei 40 anni, infatti, come la letteratura scientifica ci ha detto chiaramente, queste persone sono maggiormente esposte al rischio di complicazioni e decessi in caso di contagio e devono quindi assolutamente essere protette”.

La questione età è solo una delle tante domande che restano aperte su un tema davvero delicato ma non risultano esserci, attualmente, riferimenti su cui basarsi per capire come si procederà. Al momento sappiamo solo che il piano prevede la vaccinazione per persone disabili che abbiano compiuto i 16 anni. I bambini restano esclusi, d’altronde non si conoscono nel dettaglio gli effetti che il vaccino potrebbe avere su di loro se affetti da patologie o disabilità.

A tal riguardo giunge l’appello di Fortunato Nicoletti, presidente del Comitato famiglie disabili della Lombardia affinché vengano vaccinati i familiari dei bambini disabili “per costruire uno scudo di protezione dal Covid attorno ai nostri figli”.

Altri punti irrisolti.

Chi sono gli accompagnatori: i familiari, gli assistenti, i caregiver? Ci si chiede inoltre se ci saranno disabilità più o meno prioritarie, se si verrà chiamati e da chi, questioni fondamentali per dar modo e tempo alle famiglie con disabili di organizzarsi.

Intanto in commissione Sanità la senatrice Iori ha presentato, insieme ad altri colleghi senatori del Pd, un’interrogazione parlamentare proprio per conoscere i criteri con i quali sarà individuata la platea dei soggetti destinati al vaccino e quali saranno le tempistiche.

Di fatto nessuna priorità particolare è prevista per le persone con malattie rare, che non necessariamente sono automaticamente ricondotte alla categoria della disabilità. Tuttavia le dichiarazioni di Arcuri che fanno esplicito riferimento alla priorità per “specifiche categorie di fragilità” lasciano ben sperare.

Attendiamo fiduciosi.

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