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2021, il primo anno di un nuovo decennio

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Nel 2018 e nel 2019 avevamo pubblicato una serie di ricorrenze avvenute nel corso dei secoli durante gli anni il cui numero terminava rispettivamente con la cifra 8 e 9. Per chissà quale motivo, nel 2020 non lo abbiamo fatto e comunque a questo punto possiamo ragionevolmente affermare che è stato un anno da dimenticare.

E allora proviamoci di nuovo con gli anni con il numero finale 1, che magari siano di buon auspicio per tutti noi.

Partiamo quindi dal 1321, anno della morte del sommo poeta Dante Alighieri. Penserete: ma non è un lieto avvenimento. No, non lo è stato, ma è un’occasione in più, a ben 700 anni dalla sua morte, per commemorarlo e ricordare la sua importanza per la nostra lingua e l’attaccamento a «quel bel Paese là ove il sì suona».

Mezzo millennio dopo, nel 1821, è Napoleone Bonaparte a morire in esilio; il ben noto generale francese (o meglio còrso), che depreda qualunque tesoro artistico incontrato durante le sue battaglie, conquista Terre e alla fine subisce un’amara sconfitta e viene esiliato a Sant’Elena: si completa così la fine di un’epoca già chiusa con il Congresso di Vienna.

Facciamo un salto di pochi anni ed ecco il 1861 in cui viene proclamato il Regno d’Italia, con capitale Torino. La forma di governo scelta è una monarchia costituzionale e le prime elezioni si tengono il 27 gennaio, con le norme di una legge elettorale basata sul censo. Naturalmente votano solo uomini.

Seguono anni travagliati per il nostro Paese e per il mondo intero: l’avvento della Grande Guerra introduce un nuovo modo di combattere. Se da un lato, infatti, è una guerra di trincea, dall’altro – per la prima volta nella storia – coinvolge anche i civili non combattenti, portando miseria e fame ovunque: purtroppo bombe, fucili e granate non distinguono tra milizie e civili.

Tant’è che il 1921 diventa l’anno della grande svolta politica, sociale ed economica che porta a emergere una nuova classe dirigente di tipo capitalistico non liberale; non a caso proprio la guerra ha fatto nascere capitani d’industrie con 50.000 dipendenti, grandi imprenditori che possono competere con entrate superiori a quelle del Re. Troppo difficile e lungo raccontare i problemi socio politici di quell’anno, per cui ci limitiamo a dire che la crisi del Dopoguerra porta alla ribalta Benito Mussolini, eletto con altri 34 deputati nelle elezioni del 15 maggio; lui stesso a novembre di quell’anno fonda il PNF (Partito Nazionale Fascista). Pur con pochissimi deputati, gli arriva l’appoggio di latifondisti, industriali e addirittura degli operai. Nello stesso anno, intanto, si consuma la rottura tra Gramsci – che fonda il PCI – e il socialista Turati, di tendenza più riformista.

Ecco arrivare il 1931, un anno di forte crisi economica, durante il quale falliscono molte banche nel mondo (sono gli strascichi della “Crisi del ’29”). Del resto, Germania e Austria, che hanno perso la guerra, si ritrovano sulle spalle debiti da pagare fino al 1990, ma anche l’Italia – pur tra i vincenti – è indebitata fino al 1988. E saranno proprio questi debiti di guerra tedeschi a portare dritti verso la Repubblica di Weimar e il nazismo.

Da non dimenticare che nel nostro Paese il 1° gennaio di quell’anno entra in vigore il nuovo Codice Penale, di Alfredo Rocco, che è tuttora in vigore.

Naturalmente l’anno 1941 meriterebbe da solo una serie di articoli a parte, tanta è la sua importanza per la storia mondiale. Mussolini, dittatore di un’Italia che non vorrebbe combattere, subisce disfatte sia in Grecia che in Africa ed è costretto a chiedere l’intervento di Hitler e delle sue milizie.

Nel febbraio di quell’anno i tedeschi impongono e costituiscono, nella Francia occupata, la Repubblica di Vichy. A giugno la Germania dichiara guerra all’URSS, seguita subito dopo da Romania, Finlandia, Ungheria e Italia. Inizia l’Operazione Barbarossa, l’attacco di proporzioni gigantesche a Stalin portato da 145 divisioni germaniche contro 170 russe. A luglio partono dall’Italia i primi contingenti del CSIR per prendere parte alla Campagna di Russia, finita con la ritirata tragica narrata magistralmente nel libro Centomila Gavette di Ghiaccio di Giulio Bedeschi.  Nel mese di settembre la Wehrmacht inizia l’assedio di Leningrado che diventa successivamente una delle più dure sconfitte dei tedeschi. Infine, il 7 dicembre 1941, forze aeronavali dell’Impero giapponese (alleato della Germania e dell’Italia) attaccano a sorpresa la flotta americana del Pacifico, di stanza a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, infliggendole gravi perdite. In seguito a questo attacco, gli Stati Uniti d’America dichiarano guerra al Giappone, schierandosi con gli Alleati e ricevendo in risposta la dichiarazione di guerra da Germania e Italia.

Il 1961 è nuovamente un anno topico, che si distingue per diversi avvenimenti, cominciando con l’insediamento- il 20 gennaio – del nuovo presidente americano, il cattolico John Fitzgerald Kennedy. Tra le altre cose da lui affermate, rimane famosa la frase pronunciata dopo il giuramento: «E dunque, miei cari Americani: non chiedete cosa può fare il Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il Paese».

Nel mese di aprile, a Cuba, Fidel Castro riesce a far fallire il tentativo d’invasione da parte di esuli cubani coordinati dalla CIA americana. L’incidente diplomatico, conosciuto con il nome di Baia dei Porci, richiama l’attenzione di navi sovietiche pronte a intervenire, rischiando di far scoppiare un conflitto armato tra USA e URSS.

Superato l’empasse, è nel maggio di quell’anno che John Kennedy annuncia il programma spaziale Apollo con lo scopo di sbarcare sulla Luna, mentre solo nel mese di settembre il governo centrale degli Stati Uniti ordina la fine della segregazione razziale sui mezzi pubblici.

Il 13 agosto 1961 viene eretto, da parte della Germania Est (sotto influenza sovietica), il Muro di Berlino che separa il Paese dopo la spartizione a seguito della Seconda Guerra mondiale e nel pieno della guerra fredda instaurata tra lo Stato americano e quello sovietico.

È invece solo a febbraio del 1971 che la Svizzera, con un referendum popolare, approva la concessione del diritto di voto anche alle donne.

Nel 1981, il 13 maggio, a Roma nella Città del Vaticano, Papa Giovanni Paolo II viene gravemente ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dal terrorista turco Ali Ağca.

Arriva il 1991 e il Congresso americano autorizza il presidente George H.W.Bush ad attaccare l’Iraq di Saddam Hussein: ha così inizio la prima Guerra del Golfo allo scopo di liberare il Kuwait invaso dalle truppe irachene.

Nel corso dell’anno sono numerosi i Paesi che dichiarano la loro indipendenza rispetto all’Unione Sovietica: Georgia, Estonia, Lettonia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Azerbaigian, Kirghizistan, Uzbekistan, Lituania, Tagikistan e Armenia.

L’anno 2001 rimane inevitabilmente scolpito nella nostra memoria per gli attacchi terroristici negli Stati Uniti: quattro gruppi di terroristi islamici, coordinati tra di loro, dirottano aerei di linea e si dirigono verso quattro obiettivi, colpendone tre: il Pentagono a Washington ed entrambe le Torri Gemelle di New York; mentre il quarto aeroplano cade in Pennsylvania. Le Twin Towers crollano dopo meno di un’ora di incendi devastanti. Complessivamente in questi quattro attacchi muoiono circa 3.000 persone e più di 6000 rimangono ferite. Pochi giorni dopo il Congresso autorizza l’uso della forza. Il presidente George W. Bush proclama lo stato d’emergenza e richiama 50.000 riservisti. Per Bush i primi sospettati degli attentati sono Osama bin Laden e il gruppo terroristico da lui creato, Al Qaeda.

Arriviamo al 2011 e precisamente a marzo: in Giappone si scatena un terremoto con epicentro in mare, causando anche uno tsunami che colpisce la centrale nucleare di Fukushima, con la conseguente fuoriuscita di materiale radioattivo; numerose le vittime e davvero pericolose le conseguenze.

Il 2 maggio viene ucciso ad Abbottabad – in Pakistan –  Osama bin Laden (ricercato da 10 anni come ideatore della strage delle Twin Towers) dai Navy SEALs americani. L’operazione viene seguita in diretta dalla Situation Room dal presidente Barak Obama e dalla squadra di sicurezza nazionale.

Il 20 ottobre il dittatore libico Muʿammar Gheddafi tenta di scappare per continuare la guerra civile scatenatasi in Libia, ma il convoglio in cui viaggia è individuato dai droni inviati dal Presidente degli Stati Uniti Obama e attaccato da parte di aerei militari francesi. Raggiunto da elementi del CNT, Gheddafi viene ferito alle gambe e catturato vivo. Dopo essere stato ripetutamente picchiato, stuprato e brutalizzato, è ucciso con un colpo di pistola alla testa; i suoi ultimi momenti di vita sono registrati dai presenti all’avvenimento in numerosi video.

"Borgo Sud" di Donatella Di Pietrantonio
Usa e il grottesco assalto al Congresso

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