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Il Covid e la primula che ci restituirà la ragione

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“E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione”. Ho pensato immediatamente a questa frase di Alda Merini quando nei giorni scorsi è stata presentata la campagna per la vaccinazione anti Covid che porta la firma dell’archistar Stefano Boeri. L’architetto del Bosco verticale milanese, infatti, ha scelto come simbolo proprio un fiore che caratterizzerà i padiglioni che spunteranno nelle piazze di tutta Italia all’interno dei quali verrà somministrato il vaccino contro il virus del 2020. “L’Italia rinasce con un fiore”, dunque, e non un fiore qualsiasi, ma una primula, scelta perché la prima specie che sboccia dopo l’inverno.

Un inverno che, nel nostro caso, dura ormai da quasi un anno, da quando il virus è arrivato a sconvolgere la nostra vita e l’esistenza di miliardi di persone in tutto il mondo, facendoci in tanti momenti perdere letteralmente la ragione. Paura, solitudine, disperazione, rabbia, insofferenza, sconforto sono i sentimenti che hanno caratterizzato le giornate di molti di noi. Spesso abbiamo creduto di impazzire, costretti fra le pareti di casa per mesi, con un peso troppo grande da sopportare. Ecco, allora, che la “letizia di un fiore”, la primula in questo caso, potrà finalmente “riportarci alla ragione” restituendoci speranza, ottimismo, fiducia nella scienza e nel futuro, perché abbiamo tutti una grande voglia di lasciarci questo incubo alle spalle.

“Questa idea di una primula che ci aiuti a uscire da un inverno cupo è il messaggio che vogliamo dare. Il fiore è il segnale di inizio della primavera, un simbolo di serenità e rinascita. Le piazze sbocceranno, quindi, visivamente con un fiore”, ha spiegato Boeri che ha offerto la sua collaborazione al governo in maniera assolutamente gratuita. “Abbiamo tutti lavorato pro bono. Il mio studio di design e quello di architettura, oltre agli altri consulenti che ho voluto coinvolgere: Mario Piazza per la grafica, The Blink Fish per i video e Ingrid Paoletti e Niccolò Aste del Politecnico di Milano per la parte di ingegneria. Una ventina di persone. Ho avuto lutti molto vicini, a causa della pandemia. Quest’anno è stato terribile ed è una delle ragioni per cui nessuno di noi ha avuto esitazioni ad accettare l’incarico, dando il senso a questa urgenza”.

La speranza di tutti noi è che il 2021 si apra all’insegna della positività (anche se di questi tempi è un termine da usare con cautela) e che non ci aspettino ancora troppi mesi bui come quelli che abbiamo già trascorso e come, purtroppo, molti esperti ipotizzano. Dipenderà tutto da noi, come sempre, e dall’attenzione e il buon senso che saremo in grado di utilizzare soprattutto nel corso di queste festività natalizie. Nonostante le restrizioni imposte dal governo in questi giorni, con zone rosse e arancioni in tutta Italia fino al 6 gennaio, sappiamo tutti che nessuno controllerà all’interno delle nostre abitazioni. Avremo la capacità di non lasciarci trasportare dall’entusiasmo di rivedere amici e parenti e festeggiare con loro in maniera irresponsabile, mettendo a repentaglio la nostra salute e quella dei nostri cari, la tenuta del sistema sanitario e quella del tessuto economico e sociale italiano nei mesi a seguire?

A guardare la folla che si è riversata nelle strade delle principali città in questi giorni pre-natalizi, il sospetto viene. Ma se vogliamo farci un vero regalo di Natale, il migliore che abbiamo mai ricevuto nella nostra vita, rinunciamo ancora per un po’ a un abbraccio, a un bacio, a una visita e a una cena. La fine del tunnel ormai appare sempre più vicina, facciamo in modo di non allungare ulteriormente la strada verso la rinascita di quel fiore e verso il ritorno alla ragione.

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