Portale di economia civile e Terzo Settore

Ebola: il Congo sconfigge finalmente il virus

7

A quaranta giorni dall’ultimo contagio la repubblica democratica del Congo ha ufficialmente sconfitto la sua undicesima epidemia di Ebola. Una bellissima notizia annunciata dal ministro della salute congolese Teni Longondo.

Dal 1° giugno 2020, cioè dalla comparsa del virus, sono stati registrati  119 casi confermati, 11 probabili, 55 morti e 75 guariti.

L’Oms si congratula con i soccorritori e con tutti coloro che hanno instancabilmente seguito i casi, fornito cure, coinvolto le comunità e vaccinato più di 40.000 persone ad alto rischio soprattutto perché l’epidemia ha creato notevoli sfide logistiche, verificandosi in comunità sparse tra fitte foreste pluviali e aree urbane affollate. I vaccinatori hanno utilizzato un’innovativa catena del freddo per mantenere il vaccino Ebola a -80 gradi centigradi. Per mantenere i vaccini a temperature così basse sono stati utilizzati particolari congelatori che hanno consentito ai soccorritori di vaccinare le persone nelle comunità senza elettricità.

“Il superamento di uno dei più pericolosi agenti patogeni del mondo in comunità remote e di difficile accesso dimostra ciò che è possibile fare quando scienza e solidarietà si uniscono”, così ha detto la direttrice regionale per l’Africa dell’Organizzazione mondiale della Sanità Matshidiso Moeti.

L’undicesima epidemia di Ebola nel Paese” aggiunge Medici Senza Frontiere “è stata tenuta sotto controllo grazie ad una migliore presa in carico dei pazienti attraverso innovazioni mediche, un approccio decentrato alle cure e un maggiore coinvolgimento delle comunità”. Msf così come molte altre realtà si sono attivate subito dopo la dichiarazione dell’epidemia lo scorso 1° giugno per portare cure mediche e svolgere attività di promozione della salute, in aree spesso molto difficili da raggiungere. Un vero e proprio gioco di squadra quindi tra governo, Oms e organizzazioni che hanno lavorato alacremente sul territorio.

In totale l’Ebola ha ucciso oltre 2.200 persone nella repubblicana democratica del Congo da quando fu scoperto nei pressi del fiume Ebola nel 1976.

Ora che l’epidemia è finalmente finita è necessario continuare a vigilare per evitare possibili ricadute nei mesi a venire, senza contare che si sta combattendo anche contro il Covid 19. Come ricorda sempre Moeti: “La tecnologia utilizzata per mantenere il vaccino contro l’Ebola a temperature estremamente basse sarà utile quando si porterà un vaccino contro il Covid-19 in Africa. Affrontare l’Ebola parallelamente al Covid-19 non è stato facile, ma gran parte delle competenze che abbiamo costruito è trasferibile”.

"Con gli occhi delle bambine": online il nuovo Atlante di Save the Children
Germania: è virale lo spot anti Covid

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...