Portale di economia civile e Terzo Settore

“Quel che stavamo cercando” di Alessandro Baricco

62

“Dove non c’è creazione mitica, gli umani si arrestano. Come bloccati da un incantesimo”.

Tanti intellettuali, scrittori e filosofi, fin dall’inizio della pandemia, si sono interrogati su ciò che stava e sta accadendo. D’altronde uno dei compiti della cultura è proprio quello di farsi specchio dei tempi per aiutare a capire, a capirci e a riflettere, appunto.

Tra i tanti non poteva mancare Alessandro Baricco, scrittore prolifico, drammaturgo, sceneggiatore e fondatore della Scuola Holden di Torino (omaggio al capolavoro di Salinger) che non teme di apparire impopolare, anzi, sa bene che le sue riflessioni sono chiavi che aprono il nostro immaginario aiutandoci a comprendere il tempo attuale. Torna quindi Baricco e lo fa nel suo stile unico, regalandoci un libro intimo, che è a metà tra un audiolibro e un saggio “Quel che stavamo cercando”: 33 frammenti e 6 sezioni da leggere in fila o in ordine sparso, cercando il nostro ordine personale o perché no, dandoci l’opportunità di perderci per poi ritrovarci, perderci perché non ci sono traiettorie stabilite, ognuno può trovare la propria, ognuno è libero di attribuire il proprio significato a ciò che stiamo vivendo.

Il progetto disegnato dalla web agency dieci04 di Valentina Rivetti e Sebastiano Iannizzotto è totalmente gratuito (scaricabile su www.libroprivato.it) ed è un prodotto di narrativa multimediale che si può leggere o ascoltare (dalla voce stessa dell’autore) direttamente su smartphone, scaricabile attraverso un QR code.

In un momento particolare come questo, in cui la nostra vita sta cambiando e con lei i nostri comportamenti quotidiani, le nostre relazioni e la nostra percezione del mondo esterno, gli intellettuali ci offrono una lente di ingrandimento, un occhiale da inforcare per leggere la realtà circostante in modo nuovo e meno scontato e Baricco addirittura lo fa (dopo aver analizzato in The Game i passaggi chiave che dalla fine degli anni novanta in poi hanno portato alla rivoluzione digitale) costruendo un nuovo modello editoriale che, chissà, magari un giorno prenderà piede e, oltre a scambiarci messaggini e foto via social, cominceremo a condividere anche frammenti (ogni frammento infatti è condivisibile su qualunque social).

Il libro, in modo molto originale, riflette sulla pandemia in chiave mitologica “bisognerebbe provare a comprendere la pandemia come creatura mitica. Molto più complessa di una semplice emergenza sanitaria”. Le creature mitiche sono prodotti artificiali con cui gli uomini pronunciano a se stessi qualcosa di vitale e di urgente ma il mito è assolutamente reale, anche se spesso sinonimo di irreale o fantastico, sicuramente è un prodotto artificiale perché creato dall’uomo ma ciò non lo rende meno autentico. Il mito fin dalla notte dei tempi ha aiutato l’uomo a costruire il mondo, la propria idea di mondo. Ecco, se consideriamo la pandemia come un mito, continua Baricco, dobbiamo avere il coraggio di affermare che a produrla sono state una serie enorme di decisioni molto reali, “che l’ha prima resa possibile, poi quasi invocata, poi generata definitivamente”. E perché l’abbiamo generata, a cosa serve? Se la pandemia è un urlo, cosa stiamo urlando? Siamo davvero disposti a saperlo?

Una delle possibili risposte è sicuramente racchiusa nella domanda: “Che follia di vita facevamo, prima?”. Alzi la mano chi, in questi mesi in cui i ritmi quotidiani si sono calmati, non si è posto quasi sorridendo di nascosto temendo il giudizio altrui, la stessa domanda, “nel ralenti a cui ha costretto l’intero mondo” la pandemia ci costringe a uno stop e fermandoci ci obbliga a pensare, mettendo in discussione il mondo per come lo abbiamo tutti insieme costruito.

Io vi consiglio di leggere le riflessioni di Baricco, anche se lì per lì vi faranno arrabbiare, anche se la pandemia viene paragonata a un’altra immensa creatura mitologica, l’amore, poiché entrambe prendono l’avvio da un contagio improvviso e violento, un contagio delle menti prima che dei corpi ma voi non arrendetevi, continuate fino alla fine, perdetevi, solo così forse capiremo perché questa pandemia “è quel che stavamo cercando”.

Buono mobilità: ce l'ho fatta, ma che fatica!
Non è un Paese per vecchi

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...