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Negli U.S.A. non si sa ancora il nome del nuovo presidente

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Quanto accaduto ieri negli Stati Uniti d’America , proprio nel giorno delle elezioni del nuovo presidente non trova precedenti nella storia della pur giovane confederazione di Stati.

Infatti non si è mai verificato che, a urne ancora aperte per le votazioni in presenza e mentre si svolgeva lo scrutinio dei voti arrivati per posta, uno dei due contendenti la Casa Bianca, cioè Donald Trump , si autoproclamasse vincitore chiedendo oltretutto che si smettesse il conteggio dei voti.

Tutto questo avveniva alle  02,16 della notte americana (in Italia erano le 08.16 del mattino del 4 novembre): il presidente uscente ha affermato davanti al “suo” popolo – tutte persone rigorosamente senza mascherina e osannanti – che qualunque voto in più venisse conteggiato dopo quel momento, sarebbe stato considerato frutto di brogli elettorali. La sua voce, da consumato uomo di spettacolo come si è spesso dimostrato con parole, modi e atteggiamenti, era seria, bassa, minacciosa e tutta la sua persona voleva indurre a pensare che si stesse configurando un colpo di Stato. Tanto è vero che si è praticamente asserragliato all’interno della Casa Bianca e da lì parlava, mentre all’esterno i negozi e i punti sensibili erano protetti da barricate di legno per timore di disordini.

Del resto, era da tempo che Trump parlava di possibili brogli elettorali e contestava a priori i voti arrivati per posta, ben sapendo che quei voti per la maggior parte provenivano dai democratici che, molto consapevoli dei pericoli della pandemia da Covid – che Trump ha sempre negato -hanno preferito evitare le code per il voto di persona.

Voglio dire che Trump, sapendo di essere in svantaggio rispetto allo sfidante Joe Biden, metteva da tempo le mani avanti e spesso lo si sentiva affermare che si sarebbe rivolto alla Corte Suprema per il riconteggio dei voti.

Forse quindi non è proprio un caso che il 27 ottobre scorso sia stata insediata come giudice della Corte la conservatrice Amy Coney Barrett, al posto della paladina dei diritti civili e delle donne Ruth Bader Ginsburg, purtroppo deceduta nel mese di settembre.

Ovviamente questa nuova nomina così opportunamente vicina alla data delle elezioni, aveva subìto molte opposizioni, ma Trump era andato avanti come un caterpillar, così come ha minacciato apertamente di licenziamento il dottor Antony Fauci, il famoso immunologo che insiste sulle protezioni per la pandemia.

Al contrario, diverse ore dopo, si è presentato a parlare Joe Biden che ha quietamente dichiarato che probabilmente i Democratici stavano vincendo, che lui non si dichiarava affatto vincitore ma, nel caso, sarebbe diventato il presidente di tutti gli americani, di qualunque schieramento e convinzione politica, perché l’America deve poter avere un popolo unito.

Purtroppo temo anche io che di “trumpismo” e razzismo – come dichiarato anche dalla giornalista Rula Jebreal – hanno vissuto e vivranno ancora a lungo al di là di qualunque apparenza e saranno anche difficili, se non impossibili, da sradicare. Purtroppo la violenza è stata sdoganata, così come la prepotenza e la protervia, mentre i cosiddetti “suprematisti bianchi” altro non sono che gli eredi di un altro antico tipo di razzismo verso gli afro-americani.

È proprio il caso di dirlo: God bless America.

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