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Omofobia in Italia: sarà punita come le discriminazioni razziali

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Fra non molto, in Italia, finalmente la discriminazione o la violenza basata su motivi di genere, sesso, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità saranno punite al pari delle discriminazioni razziali. Alla Camera il disegno di legge contro l’omotransfobia – che avevamo anticipato in questo articolo – sta muovendo i primi passi e in particolare con l’approvazione in prima lettura dell’articolo uno.

Quest’ultimo va ad apportare modifiche all’articolo 604 bis del codice penale che attualmente condanna con la reclusione fino a 6 anni i reati di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”.

L’articolo 1 del testo in esame alla Camera – il nome per intero è lotta alle discriminazioni per motivi di sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere – aggiunge ora alle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi tutti quegli atti discriminatori aventi come base “il sesso”, il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Sono previste delle pene che però in qualche caso potranno essere sostituite da lavori di pubblica utilità. Le sanzioni prevedono:

  • Reclusione fino a un anno e 6 mesi o multa fino a 6.000 euro per chi ispiri o commetta atti di discriminazione
  • Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi istighi a commettere o commetta violenza o atti di provocazione alla violenza
  • Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi prenda parte o presti assistenza a organizzazioni o associazioni, movimenti o gruppi aventi tra le proprie finalità l’incitamento alla discriminazione o alla violenza

Il disegno di legge – il Dl Zan – prevede però ulteriori provvedimenti che devono ancora essere approvati sia in Camera che in Senato, come ad esempio l’istituzione di una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia; l’elaborazione dell’Ufficio per il contrasto delle discriminazioni della Presidenza del Consiglio, Unar, di una strategia nazionale atta a prevenire e contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere; indagini sulle discriminazioni, sulla violenza e sulle caratteristiche delle persone più a rischio da affidare all’Istat, e un finanziamento di 4 milioni per il Fondo pari opportunità della Presidenza del Consiglio allo scopo di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per ragioni riguardanti l’orientamento sessuale, l’identità di genere e per il sostegno alle vittime.

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