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Buon compleanno Gianni Rodari!

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Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.

Gianni Rodari

Di tutte le meravigliose e innumerevoli citazioni di Gianni Rodari questa è una delle mie preferite. Per chiunque abbia avuto a che fare per lavoro con il mondo dell’infanzia, Rodari è un mentore, una guida impagabile, un coniglio da tirare fuori dal cilindro ogni volta che bisogna trattare certi argomenti. Perché certi argomenti vanno necessariamente affrontati e soprattutto perché i bambini, citando uno dei suoi titoli più famosi, il Libro dei perché, sono pieni di domande e non hanno timore di chiedere nulla, qualità che col tempo noi adulti spesso perdiamo e che invece sarebbe interessante coltivare sempre, quella sana curiosità verso tutto ciò che è ignoto, sconosciuto, diverso.

Ecco, durante la mia esperienza di insegnante di teatro, specialmente nella scuola dell’infanzia, Rodari mi ha salvata più di una volta. Maestra, a che serve la guerra? Come funzionano i sensi? Perché il gambero cammina all’indietro? Che cos’è la primavera? Per ogni domanda, dalle più strampalate alle più puntuali, spesso mi è bastato aprire una pagine delle sue Favole al telefono per avere la risposta giusta. E la risposta giusta non è mai quella scontata, quella facile, ma quella che passa attraverso la fantasia, la creatività, l’errore. Mai una volta un bambino mi ha risposto di non aver capito, di spiegarglielo di nuovo, tuttalpiù mi ha chiesto di leggerne ancora ma questo perché le sue storie si prestano, come tutti i piccoli capolavori, a vari livelli di interpretazione che possono essere colti solo attraverso una lettura ripetuta.

E così sono riuscita a raccontare ai miei piccoli allievi la guerra, l’invidia, la paura, la saggezza, la solidarietà, la speranza, il coraggio, leggendo di Giovannino Perdigiorno o Alice Cascherina e di tutti gli altri personaggi, bizzarri eppure sempre reali, usciti dalla penna dello scrittore.
Dunque, se pur attualissimo nei temi e nei modi in cui ha parlato ai bambini di ogni età (dai 0 ai 99 anni per intenderci), Rodari, scrittore, giornalista ma anche poeta, pedagogista e tanto altro, compirebbe 100 anni il prossimo 23 ottobre. E non se lo merita proprio di festeggiare il centenario della sua nascita durante una pandemia, chissà che cosa ne penserebbe lui, di certo ne verrebbe fuori una fiaba delle sue, piena di ironia e incoraggiamento.

Perfino la sua città natale, la piemontese Omegna, si è vista costretta ad annullare tutti gli eventi (almeno quelli in presenza) previsti per il centenario a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm. Eppure noi lo festeggiamo lo stesso, ogni volta che apriamo uno dei suoi capolavori per ragazzi e non solo. Tra l’altro è stato l’unico scrittore italiano finora a vincere il Premio Hans Christian Andersen nel 1970 (da non confondere con l’italianissimo Premio Andersen).

Tanti comunque restano gli eventi e le occasioni per celebrarlo online o in presenza qualora le condizioni lo consentano: diverse biblioteche e scuole in tutta la Penisola hanno organizzato maratone di lettura, premi di teatro, mostre e laboratori creativi dedicati al genio di Rodari. Tra le tante ricordiamo: “Pomeriggio rodariano”, organizzato dalla Libreria De Luca di Chieti, con letture camminanti e laboratorio creativo per famiglie, evento all’aperto negli spazi adiacenti alla libreria (per info e prenotazioni 3714441641 e 3391317588); la mostra “100 anni Gianni Rodari”, promossa a Gallicano (Lu) a cura di Lucia Morelli e Riccarda Bernacchi i cui disegni, ispirati a Rodari, sono stati realizzati dai bambini di ArteLab durante il periodo di lockdown; o ancora il Rodari Day, un evento diffuso e corale che attraverserà nidi e scuole dell’infanzia, biblioteche, centri di aggregazione gestiti da Il Raggio Verde nelle province di Rovigo, Padova, Venezia e Udine, ciascuno con una propria attività dedicata.
Tutti gli eventi sono consultabili sul sito 100giannirodari.com.

Insomma, pandemia o meno, il modo per celebrare Rodari lo troveremo, anche perché mai come ora avremmo bisogno di intellettuali come lui. Chissà, lui magari proverebbe a inventarla una cura per questi tempi bui, così come ha inventato per noi Il paese con l’esse davanti, dove ci sono gli stemperini che servono non a temperare le matite bensì a farle ricrescere quando sono consumate, oppure gli scannoni, che servono a disfare la guerra quando è cominciata. Magari avrebbe inventato la spandemia per far guarire tutti nel momento stesso in cui si ammalano oppure, perché no, per far ammalare tutti ma di speranza, come quella che amava vendere nella sua botteguccia. “Se io avessi una botteguccia fatta di una sola stanza vorrei mettermi a vendere sai cosa? La speranza”.

Mai come oggi ne avremmo davvero bisogno.
Buon compleanno Gianni!

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