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Immuni e quell’omino bianco che porto sempre con me

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E’ sul mio cellulare dai primi giorni di giugno. Un piccolo omino bianco, con il corpo formato da due cuori incrociati e un pallino come testa, sospeso in una bolla violetta.

E’ sul mio cellulare da quattro mesi, presenza discreta e allo stesso tempo allarmante, a ricordarmi che la mia vita sociale è ripresa ma che il virus esiste e bisogna stare attenti, essere prudenti e soprattutto responsabili.

E’ l’app Immuni, una delle 53 icone che colorano le schermate del mio cellulare e che raccontano molto, quasi tutto di me.

L’ho voluta e scaricata dal primo momento, da quando l’Abruzzo è stato inserito tra le regioni in cui è partita la sperimentazione di questo strumento volto a mettere in luce i contatti, ad anticipare le lungaggini e la difficoltà del tracciamento reale di tutte le persone che nel corso delle giornate frequentiamo, vediamo, incrociamo anche per sbaglio. Perché l’ho fatto? E perché no?, è la prima risposta che mi è venuta da dare.

Vivo nel 2020, non sono nativa digitale per poco, ho il mio telefono in mano, in tasca o in borsa, mai distante da me più di un metro, praticamente 24 ore al giorno. E poi a causa del Covid mi è stato imposto di non uscire di casa per mesi, di non abbracciare i miei amici e i miei familiari, di non viaggiare, di non ballare, di avere paura nel fare qualsiasi gesto. Cosa sarà mai scaricare un’app in più?

Del resto il mio cellulare già racconta tanto, forse troppo, di me. Basta scorrere quelle icone per rendersi conto che “Internet”, questa entità astratta che in molti paragonano al Grande fratello di Orwell, forse mi conosce meglio di chiunque altro. Ci sono le icone di Facebook, Instagram, Twitter, TikTok,  che raccontano dei miei momenti trascorsi con gli amici, delle foto scattate, dei balletti in cui ho riso con la mia nipotina, delle giornate trascorse tra il lavoro e il tempo libero. C’è Booking, che può raccontare tutti gli hotel in cui ho dormito, quante notti vi ho trascorso e con quante persone e dire anche se mi sono piaciuti oppure no grazie alle recensioni che puntualmente scrivo. Ci sono le app delle compagnie aeree che utilizzo maggiormente, che possono raccontare non solo tutte le volte che ho attraversato il cielo, ma anche tutti i viaggi che ho provato a programmare e che, per una ragione o per l’altra, non ho mai fatto.

Proseguendo, ci sono Spotify e Youtube, per conoscere le mie playlist preferite, ci sono le app del mio conto in banca, di Paypal, di Postepay, che possono dirvi quanto spendo di bolletta del gas o quanto ho pagato il mio ultimo paio di sneakers. E ancora quella del servizio di sharing dei monopattini, che traccia i chilometri che ho percorso con il mezzo elettrico.

Basta guardare le icone dell’ultima schermata in ordine cronologico, poi, per capire come il mio telefono racconti anche quanto sia cambiata la mia vita negli ultimi mesi. Di quando il Covid19 abbia scombussolato la mia routine.  Ci sono Skype, Google Team, Zoom, le app che ho utilizzato per affrontare le riunioni o le semplici chiacchierate con gli amici durante il lockdown, oppure applicazioni come Just Eat o Fortogo, che hanno permesso a una cattiva cuoca come me di sopperire alla mancanza delle cene fuori con il servizio a domicilio.

E allora che problema c’è nello scaricare Immuni? Nessuno a mio avviso, soprattutto alla luce dell’assenza di dati sensibili da fornire (contrariamente a tutte le altre app che ho citato) per la sua attivazione. Devo essere onesta, non ho mai creduto che Immuni fosse la panacea di tutti i mali, il modo giusto per sconfiggere un virus. Troppe persone erano scettiche “Non la scarico perché tanto non serve a niente”, troppe complottiste “Vogliono spiarci, è un attentato alla nostra privacy”, tante addirittura terrorizzate “E se poi mi dice che ho avuto un contatto? Meglio non sapere”. A questo, è bene ricordarlo, si aggiungono anche tutti coloro che l’app l’avrebbero scaricata senza problemi, ma che non hanno potuto farlo per problemi meramente tecnologici (purtroppo Immuni non funziona su qualsiasi dispositivo come, per logica, dovrebbe).

Ecco allora che l’app si è rivelata un grandissimo flop, probabilmente anche per via di coloro che l’hanno installata per tutelarsi ma che se ne sono fregati di utilizzarla nel modo corretto quando risultati positivi (bisogna comunicare la positività all’app perché Immuni non ha una palla di cristallo o un tampone incorporato). Questo almeno nei primi mesi, quando a scaricare l’applicazione (dati settembre 2020) era stato appena il 9,9% degli italiani (per funzionare bene dovrebbe essere almeno il 60%), con punte massime del 15,1% nella Provincia autonoma di Bolzano e con il 5,4% registrato in Sicilia.

Ora che il virus è tornato a fare paura e la curva dei contagi sta evidenziando un nuovo boom, ecco che l’app è tornata a far parlare di sé, con pubblicità progresso, appelli all’utilizzo, ma anche con la rivelazione che forse Immuni funziona dal punto di vista tecnologico, ma che nasconde una serie di falle nel sistema di gestione. Nelle ultime settimane abbiamo letto i racconti di persone che, dopo aver ricevuto la temutissima notifica rossa di avvenuto contatto con un positivo, hanno potuto ben poco contro i medici scettici o le Asl non attrezzate a gestire questo genere di segnalazione.

Forse allora Immuni sarà costretta a scomparire per sempre senza esprimere mai le sue reali potenzialità di tracciamento. Non è un caso che il premier Conte, che proprio ieri è tornato in tv per annunciare il nuovo DPCM all’Italia, abbia ricordato come per proteggersi siano necessari mascherine e distanziamento sociale, ma non abbia fatto alcun riferimento alla tecnologia.

E allora un bel giorno, come già accaduto per tante altre applicazioni che all’inizio mi sembravano importanti, anche io, davanti alla segnalazione “memoria quasi piena” del mio cellulare, cancellerò quell’omino bianco che con discrezione voleva proteggermi.

Per ora no. Per il momento continuerò a portarlo con me e a tremare ogni volta che sullo schermo comparirà l’immagine del Covid e la frase “aggiornamento settimanale, le notifiche per Immuni  sono attive”.

Provateci anche voi, è pure gratis!

 

Il direttore

 

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