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Le ripercussioni del Covid 19 a livello psichiatrico

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Per la prima volta al mondo sono state descritte le conseguenze del Covid 19 a livello psichiatrico, riscontrando patologie come disturbo post traumatico da stress, ansia, depressione e insonnia. Si tratta di  uno studio pubblicato nei primi giorni di agosto sulla rivista scientifica Brain, Behavior and Immunity , coordinato dal professor Francesco Benedetti – psichiatra e Group leader della ricerca all’ospedale San Raffaele di Milano – che ha dichiarato:«È apparso chiaro da subito che l’infiammazione causata dalla malattia (così i medici hanno definito la grave forma polmonare causata dal virus) potesse avere ripercussioni anche a livello psichiatrico. Infatti, gli stati infiammatori (anche in conseguenza a infezioni virali) possono costituire dei fattori di rischio per diverse patologie, in particolare la depressione».

Lo studio è stato condotto su 402 pazienti (265 uomini e 137 donne) nell’ambito dell’ambulatorio post Covid 19 che il San Raffaele ha attivato lo scorso maggio; con interviste e questionari, sono stati presi in esame i sintomi psichiatrici di pazienti a un mese dalla guarigione e va anche rilevato come 300 pazienti siano stati ricoverati in ospedale, mentre 100 siano stati seguiti a domicilio.

I risultati dimostrano che, nel complesso, i pazienti con una precedente diagnosi psichiatrica sono peggiorati ma, addirittura, il 56% dei partecipanti ha manifestato almeno uno dei seguenti disturbi :

  • disturbo post-traumatico da stress nel 28% dei casi;
  • depressione nel 31%;
  • ansia nel 42%;
  • insonnia nel 40%;
  • sintomatologia ossessivo-compulsiva nel 20%.

In particolare, tra chi non aveva mai avuto disturbi di questo tipo, sono le donne ad aver sofferto maggiormente per ansia e depressione e il professor Benedetti commenta: «Questo conferma quello che già sapevamo, ossia la maggior predisposizione della donna a poter sviluppare disturbi della sfera ansioso-depressiva, e ci conduce a ipotizzare che questa maggiore vulnerabilità possa essere dovuta anche al diverso funzionamento del sistema immunitario nelle sue componenti innate e adattive».

 Infine il professore conclude sostenendo che questo è soltanto il primo di molti altri studi che si propongono di indagare l’impatto psicopatologico del Covid 19 e che il prossimo obiettivo sarà approfondire la ricerca sui biomarcatori dell’infiammazione, allo scopo di diagnosticare condizioni patologiche emergenti e monitorarle nel tempo.

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