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Caregiver, la legge che ancora non c’è

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Anffas e le 14.000 famiglie associate tornano a chiedere a gran voce che si concluda al più presto l’iter normativo della legge per il riconoscimento e il supporto della figura del caregiver familiare, legge per cui sono già stati depositati emendamenti presso l’unidicesima Commissione del Senato.

In linea con le proposte di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – e del Forum del Terzo Settore, Anffas ha presentato in particolare sette proposte di modifica alla legge ancora in esame.

Anzitutto, scrive Anffas in una nota, la legge deve «ribadire che il caregiver familiare non sostituisce gli interventi, le prestazioni e i servizi di cui può essere beneficiaria la persona assistita, ma li integra e li valorizza nell’ottica di una proficua collaborazione tra i diversi soggetti, a vario titolo coinvolti». L’intervento immediatamente successivo dovrebbe «costruire un contesto inclusivo e solidale, dove al centro ci sia sempre la persona, perseguendone la migliore qualità di vita possibile nel rispetto del proprio progetto individuale di vita».

Chiarisce inoltre Anffas, unitamente alle altre due associazioni, che la nuova legge deve indicare come il mettersi a disposizione per l’attività di cura da parte del caregiver deve rappresentare una scelta volontaria per portare aiuto, all’interno di una serie integrata di servizi, al percorso di vita della persona di cui si prende cura e carico e con l’assenso di quest’ultima.

Inoltre diventa necessario «intervenire verso quei caregiver, che hanno svolto, nella loro vita, attività di cura soprattutto in un percorso di lunga assistenza, ma senza alcun concreto riconoscimento e supporto». Pertanto sarà soprattutto necessario riconoscere il lavoro di cura prestato.  garantendo anche una specifica tutela pensionistica previdenziale o, in alternativa, che il caregiver possa optare per un’indennità economica. Ovviamente, secondo le associazioni, la nuova legge che uscirà dal Parlamento dovrà necessariamente prevedere anche la tutela della salute e dell’equilibrio psicofisico del caregiver cui dovranno essere garantiti spazi propri e una vita propria, quindi non esclusivamente in funzione dell’assistito.

Le 14.000 famiglie associate ad Anffas lanciano anche un appello alle autorità:

«Si deve prendere atto che non si può più attendere ulteriormente per avere una legge sui caregiver familiari, visto che, anche durante l’attuale pandemia, le famiglie delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e non autosufficienti sono state lasciate da sole ad affrontare un carico spesso molto al di là delle loro stesse forze. Ciò a causa della totale mancanza di un’adeguata rete di servizi e sostegni.

Si tratta, in buona sostanza, di mettere in atto una serie diversificata di soluzioni che vada dall’accesso ai servizi di sollievo appositamente dedicati ai caregiver, al riconoscimento economico e previdenziale soprattutto delle mamme che hanno dovuto, loro malgrado, abbandonare il lavoro per dedicare la loro vita ai propri cari con gravi disabilità, alla previsione ancora di sistemi assicurativi volti a garantire sia il caregiver che la persona con disabilità e alla costruzione e sostegno di risorse informali che i territori possono attivare e promuovere, anche grazie all’attivo coinvolgimento degli enti del terzo settore e delle reti di volontariato›.

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