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Omofobia, alcune cose da sapere

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Purtroppo a volte capita addirittura e ancora di morire per omofobia, come denunciano le cronache.

Vediamo un po’ di cosa tratti questo fenomeno chiarendo alcuni dei punti principali.  Intanto chiariamo che  l’omosessualità, nel 1990 cioè ben 30 anni fa, è stata rimossa dall’OMS dalla lista delle malattie mentali.

Come prima cosa: che cos’è l’omofobia? L’omofobia o, come preferiscono usare alcuni studiosi l’omonegatività, indica un’avversione ideologica o personale verso persone Lgbt (che, nel caso di bisessuali, viene chiamata bifobia e, nel caso di transgender, transfobia). Spesso è in realtà legata al timore inconscio di scoprirsi omosessuali.

Omosessuali si nasce o si diventa? L’omosessualità non è una scelta, pertanto non si può cambiare. È il risultato di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali. Insomma, esattamente come essere eterosessuali.
Inoltre è necessario evidenziare che la nostra Costituzione protegge l’orientamento sessuale tra i diritti fondamentali, come aspetto dell’identità personale.

Outing e coming out sono la stessa cosa? Assolutamente no. L’outing è rivelare l’omosessualità altrui senza il permesso o contro la volontà della persona interessata. Il coming out invece è praticato dalla persona coinvolta in modo consapevole e libero, dichiarando apertamente la propria sessualità.

A che punto siamo in Italia rispetto a omofobia e transfobia?  Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, che ha stilato un rapporto a metà maggio di quest’anno, il 62% delle persone Lgbt nel nostro Paese non dichiara il proprio orientamento sessuale. Tant’è vero che il 32% dichiara di non voler tenere per mano il proprio partner per timore di molestie o aggressioni, ma, al contrario, il 92% di loro pensa che l’Italia non si impegni per nulla in una lotta concreta contro l’intolleranza.

Non è un caso, infatti, che – come ha spiegato in una mappa Ilga Europe – il nostro sia l’ultimo Paese  tra i fondatori dell’Unione europea, a non avere una legge contro questi fenomeni. In realtà sono ripresi da poco i lavori in Commissione giustizia alla Camera dei deputati sulla proposta di legge del deputato Pd Alessandro Zan, e per ora nessuna conclusione. Ma, per precisione, non si parla e non sono contemplati in agenda né il matrimonio ugualitario né l’adozione di figli.

Per quanto riguarda la scuola, come viene trattato l’orientamento sessuale? In generale per la scuola italiana si dà per scontato ancora oggi che gli studenti siano soltanto eterosessuali e quindi l’approccio didattico e l’intero sistema educativo e formativo non tengono conto del possibile orientamento sessuale dell’individuo né dell’omofobia. Purtroppo, come dichiarato dall’Unesco sin dal 2011, le conseguenze negative di questo tipo di formazione, per la quale non esistono alunni omosessuali, bisessuali o trans, portano a una maggiore incidenza di suicidi tra i giovani Lgbt, all’incremento della dispersione scolastica e a maggiori rischi per la salute.

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