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Stupro: parte la campagna #Iolochiedo di Amnesty International

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Amnesty International ha presentato, mercoledì 8 luglio a Roma alla Casa del Cinema, la sua nuova campagna contro lo stupro e la violenza sessuale  #Iolochiedo.

Con quest’operazione, Amnesty si appella al ministro della Giustizia affinché la legislazione italiana si adegui finalmente alle norme internazionali – stipulate con la convenzione di Istanbul del 2011- modificando l’art. 609-bis del Codice Penale, in modo che venga considerato reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.

Soprattutto, la nota Ong per i diritti umani intende rafforzare la consapevolezza nei giovani sul tema dello stupro, sugli stereotipi di genere da contrastare e chiarire il concetto di consenso.

Anzitutto, il primo passo da fare per combattere le violenze sessuali è cambiare gli atteggiamenti sociali che sono tuttora spesso basati sulla discriminazione di genere e sulle relazioni di potere di genere, chiarendo che lo stupro non è mai la normalizzazione di quella che è invece violenza.

 Proprio per questo motivo sarà necessario che la norma non solo sia modificata ma anche che vengano messe in atto misure per promuovere una cultura del consenso, in nome della condivisione e del rispetto.

Anzi, deve essere molto chiaro che lo stupro e altri reati sessuali rappresentano una violazione dei diritti umani poiché le vittime vengono violate nel loro diritto alla vita, alla salute fisica e mentale o all’uguaglianza all’interno della famiglia o davanti alla legge; purtroppo spesso gli abusati si trovano a incontrare parecchi ostacoli per poter accedere alla giustizia. E non è un caso se il Diritto Internazionale impone agli Stati di attuare misure per proteggere le donne dalla violenza di genere, non solo con leggi ma anche attraverso l’attuazione e la condivisione di buone prassi contro qualsiasi discriminazione.

Addirittura, una rilevazione Istat mostra come, nel nostro Paese, persista il pregiudizio che imputa alla donna la responsabilità della violenza sessuale subìta per il modo di vestire (23,9%) o per l’assunzione di alcool o droghe (15,1%). E ancora, quasi il 40% delle persone intervistate ritiene che una donna sia sempre in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo desidera. Pensieri che farebbero forse onore al nostro Medioevo.

La normativa italiana – che avevamo spiegato – attualmente considera lo stupro un reato solamente nel caso in cui sussistano l’elemento della violenza, della minaccia, dell’inganno o dell’abuso di autorità e non nel caso di un “rapporto sessuale senza consenso”.

Ha commentato Tina Marinari – coordinatrice campagne di Amnesty – nel corso della presentazione di #Iolochiedo: «L’Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul nel settembre del 2012, il Parlamento l’ha ratificata nel 2013 ma nonostante ciò la legislazione non è ancora stata modificata secondo le direttive del documento. A nostro avviso è importante completare questo passaggio perché il trattato di Istanbul rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne».

Per aderire a questa campagna è possibile firmare online.

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