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Unicef: ecco il manifesto The Future We Want

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Unicef Italia ha condotto un sondaggio chiedendo online, ai giovani, come fosse la propria soddisfazione per la vita, per le relazioni interpersonali, il benessere economico, la scuola, l’ambiente, la salute e quali le speranze durante e dopo il periodo della pandemia da Covid 19. Lo studio è stato effettuato insieme all’Ufficio dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale (ECA), con il supporto tecnico dell’Istituto di ricerca dell’UNICEF Innocenti (IRC) di Firenze e in collaborazione con diversi partner nazionali e locali.

All’indagine hanno partecipato oltre duemila giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

I risultati in sintesi dicono che i ragazzi sono generalmente soddisfatti della propria vita, positivi per quanto riguarda l’ambiente e le relazioni sociali, ma preoccupati per il benessere economico in generale e per la salute.

Probabilmente la percezione della preoccupazione per la salute è dovuta alla scoperta di fragilità e carenze del nostro tanto decantato Servizio Sanitario a fronte della pandemia, perché molto spesso, fortunatamente, i giovani di quell’età non hanno grandi e dirette consapevolezze di malattie.

Invece, risulta dallo studio che l’emergenza ha migliorato le relazioni in famiglia e con i propri conviventi: sono aumentate le occasioni per stare insieme e il tempo comune è stato di una qualità migliore. Ecco il motivo per cui quasi la metà degli adolescenti auspica per il futuro di coltivare meglio e maggiormente le occasioni di dialogo e convivenza, bilanciando in modo più omogeneo il tempo scuola/vita/lavoro.

Non è assente però il rovescio della medaglia e infatti il 16% dei giovani indica la necessità di avere un maggio supporto esterno per alleviare situazioni di stress che il contatto obbligatorio in famiglia ha creato.

Oltre ad altri dati e motivazioni addotte –  che è possibile leggere direttamente sul manifesto di Unicef – il sondaggio si rivela interessante per poter scattare una fotografia degli adolescenti italiani che per definizione crediamo immaturi: è infatti emerso chiaramente che il futuro desiderato dai nostri giovani deve essere più rispettoso della diversità e al contrario improntato all’uguaglianza e alla solidarietà.

Ma tutto questo non basta, dal momento che Anna Riatti – responsabile dell’UNICEF per il Programma di risposta in favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati.- ha dichiarato: «Durante l’intera emergenza gli adolescenti hanno mostrato una grande capacità di resilienza e di attenzione nei confronti dei coetanei più vulnerabili»aggiungendo: «Questo manifesto ci ricorda ancora una volta l’importanza dell’ascolto ed è un chiaro segnale dei valori positivi che gli adolescenti possono promuovere e amplificare all’interno delle loro comunità. Non possiamo non coinvolgerli in una sfida che deve porre al centro i loro bisogni e le loro aspirazioni.»

L’appuntamento finale di Unicef sarà a settembre con tutti i risultati del sondaggio.

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