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Meno inquinamento per una vita più lunga

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Mentre sono in aumento i ricercatori che mettono in stretta correlazione inquinamento e mortalità causata dalla pandemia da Covid 19,  uno studio dimostra che in Lombardia il lockdown ha fatto calare in modo deciso le emissioni di polveri sottili e di biossido di azoto (NO2), salvando molti anni di vita.

Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell’Eiee –European Institute on Economics and the Environment – che hanno quantificato in 2.500 gli anni di vita salvati in termini di morti premature.

Nello specifico, il particolato fine (pm2.5) si è ridotto del 22%, mentre le concentrazioni di NO2 sono calate del 36%. In termini più semplici, le emissioni del settore dei trasporti sono diminuite molto, quelle dell’industria parzialmente, mentre quelle da riscaldamento degli edifici e da lavori agricoli non sono state intaccate, o lo sono state solo parzialmente, dal lockdown. Questo spiega la maggiore riduzione di NO2 attribuibile soprattutto alla diminuzione del traffico stradale, rispetto alla riduzione del pm2,5, più legata ad altri settori non altrettanto impattanti (riscaldamento, lavorazioni industriali e lavori agricoli).

Le rilevazioni sono state effettuate attraverso strumenti di intelligenza artificiale, come il “machine learning”, che hanno potuto spiegare e calcolare il numero di anni di vita salvati grazie alla riduzione dell’inquinamento dell’aria respirata dagli abitanti della Lombardia. In concreto, sono stati ridotti i rischi di malattie del sistema cardiovascolare e del sistema respiratorio, direttamente collegati alla qualità dell’aria circolante; non a caso esiste tutta una letteratura medico-scientifica che attribuisce i danni causati da pm2,5 e NO2 come i maggiori per la salute umana.

In sostanza, conclude lo studio, oltre il 10% degli anni di vita persi dai lombardi a causa del coronavirus sono stati salvati dalla riduzione dell’inquinamento.

In effetti il report offre informazioni molto importanti per la politica e per le definizioni delle misure antinquinamento. Ha dichiarato infatti Massimo Tavoni direttore di Eiee e docente al Politecnico di Milano: «Queste analisi ci ricordano la gravità degli effetti dell’inquinamento dell’aria, che in Italia è responsabile ogni anno del doppio dei decessi riconducibili ad oggi alla Covid-19. Si tratta di dati molto utili a comprendere come una profonda trasformazione verde dell’economia possa portare a benefici per la salute dei cittadini».

In definitiva, il rapporto dei ricercatori suggerisce anche che le politiche, studiate per ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento, devono per forza tenere conto di tutti i settori ed essere nello stesso tempo elastiche, adeguando le esigenze anche alla stagionalità.

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