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Progetto Respect: oltre il Covid 19

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Il Covid-19 sta avendo un impatto molto pesante sulla nostra società, dalle limitazioni della libertà personale alle criticità finanziarie e alle problematiche della scuola. E tutto ciò si sta ripercuotendo anche sulla continuità delle nostre attività progettuali che hanno avuto una battuta di arresto rilevante. 

Stiamo parlando del nostro progetto “Respect. Percorsi di uguaglianza e empowerment” finanziato dalla Regione Abruzzo attraverso la partecipazione a un avviso pubblico per il finanziamento di iniziative e progetti del Terzo settore, che contempla una tematica di rilievo quale “l’uguaglianza di genere”, “l’empowerment di tutte le donne e le ragazze”, ma anche l’affermazione di relazioni consapevoli e rispettose tra donne e uomini.

Tema questo che ci ha indotto ad andare avanti e, quindi, reagire a questa situazione pandemica, con una “riprogrammazione” dei nostri lavori che, con il supporto della tecnologia, ha riportato in prima linea gli allievi degli istituti scolastici delle province di Pescara e Chieti.

Abbiamo infatti realizzato per loro dei “live video” una modalità attuale di raccontare storie fornendo informazioni in tempi relativamente brevi con l’opportunità di coinvolgere una classe intera. E’ così che abbiamo potuto presentare due testi contemplati nel nostro progetto, quali E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana” scritto da Esperance Hakuwimama Ripanti e  “Storia di Myriam” della scrittrice Claudia Provenzano, proseguendo nel nostro obiettivo cardine di studiare ruoli e stereotipi di genere, la violenza nelle sue diverse manifestazioni (fisica, psicologica, economica, stalking, linguaggio), il rispetto e la valorizzazione di sé stessi e dell’altro.

Con il supporto di referenti scolastici, i live video sono stati inviati ai ragazzi con l’ausilio anche di un questionario da compilare composto di pochissime domande con l’obiettivo di ottenere un feed back del racconto proposto.

Il riscontro è stato molto positivo in quanto in questo modo abbiamo creato un diversivo, abbiamo promosso la lettura e stimolato nei ragazzi la curiosità nei confronti di questi due libri (non sempre scontata per i ragazzi che vivono e crescono nel nuovo mondo digitale). Ma soprattutto siamo andati avanti con il nostro iter progettuale.

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