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Pride 2020: diritti per tutte le persone Lgbti

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Durante il fine settimana appena trascorso sono avvenute le celebrazioni del Pride 2020 per celebrare e promuovere i diritti delle persone Lgbti, soprattutto in un periodo come questo, nel quale questi diritti umani sono ancora di più sotto attacco.

Infatti, così come le violenze contro le donne di cui avevamo scritto, nel corso della pandemia da Covid 19 sono aumentate le disuguaglianze che hanno escluso le persone più deboli e hanno esposto le persone Lgbti a terribili livelli di discriminazione, stigmatizzazione, ostilità e violenza.

Non a caso si espone in prima linea Amnesty International, la cui ricercatrice del programma Genere, sessualità e identità, Nadia Rahman, ha dichiarato: «In questo weekend le persone Lgbti, le attiviste e gli attivisti e i loro alleati mostreranno al mondo che anche la pandemia non può fermare le richieste di diritti che molti governi continuano a negare», spiegando poi come le celebrazioni avvenute in Italia, pur se virtuali, abbiano rappresentato un momento di speranza in questi difficili momenti.

 Ha poi proseguito: «Tantissime persone Lgbti passeranno il Pride in una situazione di lockdown ostile o pericolosa in cui la loro sessualità o identità non viene accettata. I governi devono fornire urgente e concreto sostegno alle persone Lgbti, garantendo uguale accesso ai servizi medici, rimuovendo gli ostacoli all’impiego e alla sicurezza sociale e mettendo loro a disposizione spazi sicuri e al riparo da minacce e violenze».

In realtà, ha fatto notare Amnesty in una nota, alcuni governi hanno addirittura utilizzato la pandemia come pretesto per reprimere qualsiasi diritto delle persone Lgbti, adottando misure nei loro confronti per stigmatizzarle (come per esempio in Ungheria).

Se è vero che le persone Lgbti sono state storicamente emarginate subendo da tempo discriminazioni nell’accesso alle cure mediche, al lavoro e all’alloggio (quando addirittura non siano state perseguitate, abbiano subito violenze e intimidazioni), è altrettanto vero che l’emergenza sanitaria in atto ha acuito queste ineguaglianze.

Pertanto Amnesty International ha chiesto ufficialmente ai governi di adottare misure precise in favore delle persone Lgbti tra cui:

  • assicurare l’accesso alle cure mediche, comprese le terapie ormonali e agli interventi chirurgici legati all’affermazione del genere;
  • fornire protezione in situazioni di confinamento ostile, in particolare consentendo alle persone che rischiano violenza familiare e domestica di accedere alla giustizia, al sostegno e ai servizi comprese le linee telefoniche e le piattaforme dedicate alle segnalazioni di violenze;
  • garantire eguaglianza nel campo del lavoro e di altri servizi essenziali, specialmente nell’ambito delle misure di stimolo economico o sociale;
  • porre fine alla criminalizzazione delle persone Lgbti con la scusa del Covid-19 e delle risposte all’emergenza sanitaria;
  • inviare un messaggio chiaro e forte che lo stigma nei confronti delle persone Lgbti non sarà tollerato.
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