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Combattere o soccombere? È solo una scelta

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La crisi socio-economica che il nostro sistema sta attraversando potrebbe aver convinto molte persone a fare una scelta e ripensare le proprie priorità.

In effetti, i problemi che abbiamo dovuto affrontare –  e che in ogni caso ancora ci attendono – sono numerosi e hanno fatto uscire allo scoperto alcune scomode verità che riguardano il nostro modello di sviluppo; realtà che conoscevamo e abbiamo continuato volutamente a ignorare, ma che ora richiedono una grande attenzione e soprattutto la massima urgenza.

Di fatto il Pianeta, l’ambiente e la società in cui viviamo hanno bisogno del contributo di ciascuno di noi e acquisire una nuova visione per poter migliorare questo stato di cose.

Sappiamo bene – e più volte abbiamo rilanciato gli allarmi che si sono ripetuti – che non sarà facile intraprendere un percorso virtuoso, ma a questo punto la scelta di un cambiamento diviene obbligatorio.

Sono purtroppo numerose le devastazioni climatiche, le distruzioni di habitat con relativa conseguenza di  animali in via d’estinzione; per chi non lo sapesse, esiste anche il problema del  surriscaldamento globale che distrugge i ghiacci perenni ai poli causando, tra l’altro, l’innalzamento dei mari a scapito delle coste terrestri. Sempre per chi non lo sa, la scelta dell’utilizzo di combustibili fossili aumenta l’anidride carbonica, la distruzione sistematica delle foreste – in particolare quella Amazzonica – toglie ossigeno, mentre gli allevamenti intensivi di animali non fanno che aumentare il buco nell’ozono.

Suvvia, non nascondiamoci: se non ci rendiamo conto che non è più sostenibile il nostro modo di vivere, incentrato sull’egoismo e sul tornaconto personale, sbatteremo la testa contro il muro e non una, ma cento volte almeno. Se non otterremo finalmente i diritti umani che ci spettano, ma continueremo a idolatrare il dio denaro, andremo a frantumarci sempre contro lo stesso muro. Non per niente le cronache degli ultimi mesi hanno riportato plateali ingiustizie, soprusi verso i più deboli, hanno raccontato di un modo di vivere frenetico, stressante, perfetto per calpestare i più indifesi e fragili.

Eppure, historia magistra vitae: proprio le situazioni di crisi riescono a svegliare le coscienze sopite, a rendere le persone più consapevoli e disponibili per un mondo e una società diversi. Sono le priorità che, forse, vanno ripensate, optando  scientemente per ciò che conta davvero. Ma, se è vero com’è vero che l’unione fa la forza, serve essere coesi contro ogni sopruso, ingiustizia, prepotenza per fare del rispetto non solo una parola vuota. Il valore di interrogarsi sul mondo va recuperato: ogni singola persona, con piccoli gesti quotidiani, può rispondere in ogni momento. Solo se riusciremo ad abbattere ogni barriera diventando uniti, potremo costruire un nuovo modo di vivere in una società diversa. Perché Gaia sta morendo e noi abbiamo il dovere di fare una scelta: essere i carnefici oppure i miglioratori del peggio.

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