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Migranti: report sulla frontiera in Costa Azzurra

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È stata la Ong Amnesty International a rivelare la pubblicazione della Fondazione Rosa Luxemburg Stiftung dalla sede di Bruxelles del nuovo report dal titolo – assai esplicativo – “Il lato spietato della Costa Azzurra: violazioni dei diritti di migranti e rifugiati alla frontiera franco-italiana”.  Si tratta di un reportage di frontiera che testimonia gli abusi perpetrati nel due Paesi confinanti.

In realtà, dal 2015 in poi, come spiega l’associazione internazionale per i diritti umani, la giustificazione addotta per l’istituzione di severi controlli e respingimenti alle frontiere interne dell’Unione Europea è stata quella della prevenzione di “movimenti secondari significativi” (qualunque cosa possa significare) ma, con tutta evidenza, questa pratica era chiaramente in contrasto con il trattato di Schengen per il Codice delle frontiere.

Attualmente, invece, sono ben 13 gli Stati che imputano i loro controlli e respingimenti alle frontiere di fronte alla minaccia del Covid19.

In effetti, ogni giorno la Polizia di frontiera francese (PAF) a Mentone, respinge almeno una quarantina di persone mentre cercano di entrare in Francia, come avevamo spiegato in questo articolo, rispetto al quale la situazione è migliorata di poco.

Ma il report spiega anche che, quando l’ufficio della polizia di frontiera italiana è chiuso (dalle 18 alle 8), la PAF trattiene i migranti in strutture fatiscenti, sporche e poco dignitose, nelle quali manca il posto per stendersi, sono presenti poche coperte e cibo e acqua sono disponibili a discrezione dei poliziotti.

Per assurdo, anche i minori vengono respinti ma la loro data di nascita viene registrata dalla polizia di frontiera francese uguale per tutti: 1° gennaio 2001. Addirittura, persino quando i migranti possiedono uno status legale in Francia, non hanno alcuna certezza di veder riconosciuti i propri diritti.

Va da sé che anche dal lato italiano della frontiera vengono continuamente raccolte testimonianze di violazioni nei confronti delle persone in transito, poiché la polizia italiana è presente in modo massiccio nella zona di Ventimiglia dove, solo nel mese di gennaio di quest’anno, ha identificato circa quattromila cittadini stranieri.

Purtroppo l’identificazione dei migranti può avere gravi conseguenze, con misure che vanno dalla restrizione temporanea della propria libertà alla deportazione verso il Sud Italia, mentre il Ministero dell’Interno sostiene che queste misure siano un alleggerimento della pressione in frontiera. Peccato avvenga sulla pelle di persone disperate e senza nessuno che tuteli i loro diritti.

È possibile scaricare qui il report completo della Fondazione.

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