Portale di economia civile e Terzo Settore

I macelli sono focolai per il CoVid-19

41

I macelli o mattatoi – luoghi dove macellano gli animali e le loro carni vengono trattate per la vendita – sono diventati nuovi focolai per il Coronavirus.

A rivelarlo è anzitutto Usa Today – quotidiano statunitense tra i più diffusi – con un report, spiegando cosa accade nei macelli di tutto il mondo e soffermandosi in particolare su quelli americani.

Il report parla di 179 impianti dislocati in 29 Stati della Confederazione USA, dove ufficialmente sono 45 i lavoratori deceduti, ma sarebbero oltre 10.000 le persone contagiate. In effetti, in diverse interviste agli allevatori di pollame in Georgia, Mississippi e Arkansas, sarebbero emerse numerose negligenze e  cattive gestioni nelle strutture che, tra l’altro, appartengono ad alcuni dei più grandi produttori di alimenti negli Stati Uniti. Fa notare il report come non sia purtroppo un segreto per nessuno che esista un forte sfruttamento della mano d’opera con un costo molto basso, ma non è stato tenuto in alcun conto che la catena di montaggio per la lavorazione delle carni costringe i lavoratori a una stretta vicinanza con i colleghi, non adeguata per la salvaguardia dalla diffusione pandemica.

Ciononostante, il presidente Donald Trump ha invocato il DPA (Defence Product Act) per obbligare gli impianti di lavorazione della carne a rimanere aperti durante la pandemia, poiché il fermo dei macelli avrebbe causato carenza nell’approvvigionamento  di carne.

Anche The Guardian, nella sua edizione americana, spiega che è arrivata l’ora di smantellare gli allevamenti intensivi e che pertanto dovremmo abituarci a un minor consumo di carne avicola, bovina, suina e ovina.

Il problema dei macelli, però, non è solo americano: al contrario è diffuso  a livello globale e riguarda, per esempio, anche Spagna, Irlanda, Brasile, Germania, Canada, Regno Unito e Italia. Anzi, proprio nel nostro Paese un macello pugliese ha dovuto chiudere per due settimane dopo che 71 lavoratori sono risultati positivi al virus. E probabilmente non è stato l’unico né in Italia né in Europa o altrove. Del resto i problemi sono ovunque gli stessi ed è evidente come a soffrire siano le fasce più deboli della popolazione  e i contagi riguardino anche i familiari dei lavoratori, nonostante le aziende affermino di aver implementato le misure di sicurezza sul  lavoro.

Purtroppo i dati ufficiali diffusi dai vari Paesi sono molto confusi e di difficile lettura, il numero di infettati e di deceduti non è mai certo e in ogni caso molti lavoratori avrebbero accettato di lavorare senza alcun tipo di sicurezza e senza obiettare, per timore di ritorsioni e per l’incertezza economica che li attanaglia. E in mezzo alla confusione e alla miseria, la pandemia continua imperterrita ad avanzare.

 

Non bisogna parlare (male) di Milano? Non credo
Francia e Italia: aumento aggressioni verso persone Lgbt e la politica sta a guardare

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...