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Lo sguardo dei bambini, oltre il lockdown

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C’è chi sogna di andare al mare, chi di riabbracciare finalmente i nonni, chi di tornare al parco con gli amichetti e c’è anche chi non vede l’ora di tornare sui banchi di scuola.

Sono 1200 i disegni arrivati all’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del contest #conibambiniallafinestra lanciato con l’obiettivo di raccontare il lockdown con lo sguardo dei più piccoli. In questi lunghi mesi di quarantena, infatti, tra i più penalizzati ci sono stati proprio loro, i bambini, che hanno dovuto abbandonare la vita di prima, fidandosi delle parole dei genitori in merito alle condotte da seguire per evitare questo maledetto virus.

L’impresa sociale Con i bambini ha deciso di lanciare l’appello, tramite i tanti progetti promossi nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, affinché la fantasia dei piccoli fosse sollecitata attraverso disegni che raccontassero cosa i bambini vedevano dalla finestra o come immaginavano il futuro.

Un invito che è stato accolto da ben 1200 bambini che hanno inviato i propri coloratissimi disegni che in questi giorni vengono pubblicati sulle pagine sociale dell’impresa sociale.

“Le scuole chiuse, come ha giustamente sottolineato il Presidente Mattarella, sono una ferita per tutto il Paese – evidenzia Carlo Borgomeo, presidente di Con i Bambini. Dopo questi mesi di chiusura, di grandi difficoltà con la didattica a distanza, gestione delle dinamiche familiari, interruzione delle relazioni affettive e tra pari, dovremmo mettere al centro la questione minori. Non preoccupa solo il ritardo negli studi o le difficoltà, purtroppo soprattutto per le donne, nel conciliare tempi di vita e di lavoro, preoccupano anche i risvolti di questa socialità mancata per i minori. Per tantissimi bambini e ragazzi, la scuola rappresenta ancora l’unico luogo di socializzazione, di pasto quotidiano, di fuoriuscita temporanea dalle difficoltà familiari, l’unica opportunità di presente e soprattutto di futuro. I disegni, nella loro semplicità, ci restituiscono questo primo campanello di allarme e ci invitano, silenziosamente, a porre molta attenzione alle esigenze dei nostri ragazzi. La sicurezza della salute resta prioritaria, confidiamo comunque che si possano trovare soluzioni concrete anche per affrontare questo aspetto. Per quanto ci riguarda, in piena emergenza abbiamo invitato i 355 progetti sostenuti con il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ad attivare servizi di apprendimento a distanza nelle scuole sprovviste o di programmare attività di educazione e socializzazione nei periodi estivi se saranno possibili dai decreti del governo”.

Il racconto delle esperienze di apprendimento a distanza sono disponibili online, per non disperdere le buone pratiche messe in atto e per condividere modelli di intervento. Oltre 400 racconti e testimonianze dei progetti, con la possibilità di ricercare le esperienze anche a livello territoriale, sono consultabili al seguente link www.percorsiconibambini.it/apprendimento-a-distanza

I disegni vengono pubblicati man mano sul profilo Instagram di Con i Bambini. Il contest è ancora aperto.

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. Con i Bambini ha pubblicato ad oggi sette bandi (Prima Infanzia 0-6 anni, Adolescenza 11-17, Nuove Generazioni 5-14 anni, Un passo Avanti, Ricucire i sogni, Cambio Rotta, A braccia aperte), selezionando complessivamente 355 progetti in tutta Italia, con un contribuito di circa 281 milioni di euro. Gli interventi coinvolgono oltre 480.000 bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, che vivono in condizione di disagio, interessando di-rettamente circa 6.600 organizzazioni, tra Terzo settore, scuole, enti pubblici e privati.

 

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