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#Giustaitalia, un manifesto per la ripartenza

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È stato presentato da Libera – l’associazione contro le mafie nata nel 1994 dall’idea di Don Luigi Ciotti che ha coordinato l’adesione di 300 tra gruppi e associazioni – il manifesto #Giustaitalia, fondato sull’etica della responsabilità.

Il manifesto è stato promosso anche da Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil.

Si tratta di diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento con lo scopo di fare ascoltare la società civile, il mondo del lavoro, le imprese, gli enti locali e più in generale, la voce di tutti coloro che hanno a cuore la ripartenza del nostro Paese nella legalità e nella giustizia.

Le proposte sono state divise in tre macro argomenti – Diritti sociali, Appalti e Aiuti alle imprese – per poter focalizzare i problemi, applicando in modo trasparente le norme che già esistono al fine di garantire i diritti fondamentali, lottare contro tutte le forme di povertà – a cominciare da quella educativa – e aumentare la lotta contro l’evasione fiscale.

In effetti, è stato scritto sul manifesto dalle associazioni: «L’Italia può ripartire davvero, dopo il lungo isolamento a cui è stata costretta dalla pandemia del Covid 19, solo se non si commettono gli errori del passato. Quelli che hanno trasformato ogni emergenza, dai terremoti alla gestione dei rifiuti fino al dissesto idrogeologico, in una nuova opportunità di arricchimento e di crescita del potere delle mafie e, più in generale, di quei sistemi criminali fondati sul disprezzo delle regole, la corruzione, l’accumulazione illecita di profitti, che già condizionano la nostra democrazia».

Non è un caso che voci autorevoli come Banca d’Italia, Ministero degli Interni e Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo abbiano già segnalato i pericoli cui andremo incontro nella gestione degli appalti e delle risorse finanziarie, poiché le diverse mafie, corruzione e criminalità sanno benissimo come sfruttare un allentamento delle regole e sanno infilarsi tra le maglie della povertà per aumentare i consensi ma anche per sfruttare l’usura e la fidelizzazione dei più disperati.

Ha commentato con l’usuale schiettezza il presidente nazionale di Libera Don Ciotti: «Giustaitalia perché non basta “aggiustare”: bisogna ripristinare giustizia, altrimenti il cambiamento si ridurrà ad adattamento. Le mafie uccidono – e lo sapevamo – ma oggi scopriamo che anche la corruzione e la privatizzazione dei beni comuni possono essere strumenti di morte. Non sarebbe così alto il numero delle vittime della pandemia se avessimo avuto un sistema sanitario più forte, in grado di monitorare, proteggere e curare con tutti gli strumenti necessari. E prima ancora politiche sociali in grado di garantire quei diritti che stanno alla base di una democrazia viva: il lavoro, la casa e la scuola». Ha proseguito spiegando anche che: “E’ necessario considerare le politiche sociali come un investimento, un volano di sviluppo e non un costo da contenere. Ecco allora il senso di un impegno per costruire un futuro davvero nuovo. Non scambiamo per futuro il ritorno a una normalità malata! La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia».

Per chi volesse leggere per esteso tutte le 18 proposte, è possibile trovare qui il manifesto #Giustaitalia.

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