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Task force Donne per il Nuovo Rinascimento

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Il 15 aprile si è riunita in videoconferenza, per la prima volta, la task force Donne per il Nuovo Rinascimento, voluta e presieduta dalla ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti. Ci si attende un contributo rilevante da questo nuovo gruppo di lavoro, soprattutto dopo la scandalosa sottovalutazione della presenza femminile sia tra gli esperti che affiancano la Protezione Civile, sia nel nuovo think tank coordinato dal supermanager Vittorio Colao. Peccato che per acquisire i contributi delle donne si debba, ancora una volta, ricorrere a organismi monogenere.

Questi i nomi e i profili delle partecipanti: Giorgia Abeltino, responsabile politiche pubbliche Sud Europa di Google, Luisa Bagnoli, imprenditrice di Beyond International, Floriana Cerniglia, economista dell’Università Cattolica, Cristiana Collu, direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna, Fabiola Gianotti, direttrice del Cern di Ginevra, Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, Enrica Majo, giornalista del Tg1, Paola Mascaro, presidente Valore D, Federica Mezzani, ingegnere e ricercatrice, Paola Profeta dell’Università Bocconi, suor Alessandra Smerilli, economista e consigliera di Stato in Vaticano, Ersilia Vaudo, astrofisica e chief diversity Esa.

La task force è incaricata, in primo luogo, di svolgere analisi e approfondimenti sui dati e sulle evidenze scientifiche relative all’impatto dell’epidemia da Covid-19; ma è anche chiamata a formulare “proposte e idee per aumentare la percentuale di donne in tutti gli ambiti lavorativi, per superare le barriere all’avanzamento nei percorsi di carriera, in particolare nei campi in più rapida crescita (STEM, informatica, cloud computing, dati e intelligenza artificiale)”.

I lavori dovranno concludersi con un “documento programmatico” finalizzato a “rafforzare la presenza e il ruolo delle donne in tutti i settori esaminati, con un focus per il rilancio sociale, culturale ed economico dell’Italia dopo l’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Le indiscrezioni, a conclusione della prima riunione, parlano di un utile brainstorming per selezionare le questioni prioritarie da affrontare e per concordare un metodo di lavoro che, a partire dall’analisi e dall’osservazione dei dati di fatto, metta a fuoco le “risorse che il femminile può mettere in campo per questa nuova fase”.

Siamo certi che emergeranno indicazioni di grande rilievo e speriamo che entrino nel novero delle scelte che le istituzioni e la politica vorranno assumere. Infine un auspicio: sarebbe davvero importante che questa innovativa task force scegliesse di rendere pubblici gli avanzamenti della propria riflessione e aprisse un confronto sul web con quanti vogliano sottoporre riflessioni e proposte. Un’ulteriore prova che le donne sanno lavorare nel segno della trasparenza, della partecipazione, della condivisione.

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