Portale di economia civile e Terzo Settore

Buona Pasqua a chi sa che nessuno si salva da solo

79

Chi avrebbe mai immaginato una Pasqua simile? Lontano dagli affetti più cari, con le strade deserte, con l’impossibilità di muoversi, con la mascherina sul volto, con l’angoscia dei morti, l’ansia dei contagi, l’incertezza del futuro.

Quelle che ci apprestiamo a trascorrere saranno senza dubbio delle festività che difficilmente dimenticheremo nella nostra vita. Con la primavera che esplode e noi che non possiamo viverla, con cinque settimane di reclusione alle spalle che ci hanno già sfinito, e almeno altre tre davanti che in alcuni momenti ci sembrano un tempo infinito.

I più fortunati riusciranno a trascorrere una Pasqua felice, altri serena, altri ancora non noteranno la differenza tra il giorno prima e il giorno dopo. Ma c’è anche chi non avrà nulla da festeggiare, chi sta ancora piangendo i propri cari, chi tiene il fiato sospeso nella speranza che dall’ospedale arrivino buone notizie, e tanti, tra medici e infermieri, che trascorreranno questo giorno di festa sperando e lottando per una resurrezione diversa, quella dei propri pazienti dalle terapie intensive.

C’è poi quella categoria di persone senza alcun briciolo di buon senso che trascorrerà una Pasqua come tutte le altre, andando a trovare i propri cari, eludendo i controlli, animando le case al mare o le baite di montagna, ignorando il rischio per se stessi ma soprattutto per gli altri, quelli più fragili, quelli più indifesi.

Ma in questa giornata di festa, il mio pensiero va soprattutto a coloro che per senso del dovere, per rispetto del prossimo, per tutelare i propri cari, saranno costretti a trascorrere questa giornata, come l’ultimo mese e quello che verrà, in totale solitudine. Sono quelle persone che, probabilmente, da questa esperienza usciranno più forti e consapevoli. Che quando tutto sarà finito e potranno tornare alla loro vita di prima, fatta di amici, di abbracci, di uscite, sapranno fare tesoro dell’isolamento imposto e riusciranno a mostrare maggiore empatia nei confronti degli altri, soprattutto di coloro che sono soli sempre. Di chi non ha nessuno con cui sorridere per una battuta, nessuno con cui condividere i propri pasti, nessuno che si prenda cura di loro quando stanno male o che li abbracci forte quando la paura fa tremare le gambe e un nodo in gola toglie il respiro. Perché “nessuno si salva da solo”, come ha ricordato anche papa Francesco nei giorni scorsi ed è proprio quello che in molti stiamo imparando in questa emergenza, che ognuno di noi può fare la propria parte, stando a casa oggi, ma soprattutto facendo qualcosa per gli altri domani.

E’ solo con questa consapevolezza che riusciremo ad affrontare questa Pasqua, certi che ce ne saranno tante altre migliori da vivere. E’ solo riflettendo sul valore delle piccole cose, sulle gioie che la vita ci regala ogni giorno, sull’importanza di trascorrere in pace i giorni che abbiamo a disposizione con i nostri cari, che potremo imparare ad apprezzare anche questa lunga quarantena. E’ solo così che quando finalmente usciremo, potremo essere felici della nostra piccola resurrezione terrena e tornare ad abitare il mondo insieme a chi amiamo.

Buona Pasqua!

Il direttore

Salvataggi e Ong: Sea-Watch
Coronavirus e Ong: Medici Senza Frontiere (MSF)

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...