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Il CoVid 19 non può essere veicolato da cani e gatti

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Cani e gatti non possono contagiare l’uomo con il CoVid 19. Lo hanno detto e ripetuto più volte esperti veterinari, medici, virologi, eppure – da quando è iniziata l’emergenza per la pandemia da coronavirus – è stato registrato un elevato numero di abbandoni di animali domestici.

 Lo denunciano molte associazioni animaliste, i cui volontari rinvengono spesso cani  di razza, con tanto di collare e guinzaglio (ma evidentemente non microchippati) da soli e in giro per le strade di diverse città italiane, smarriti e confusi per il trattamento a loro riservato.

Ed è stato a seguito del ritrovamento a Roma di un dalmata e di un husky abbandonati che la Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale – insieme all’Ordine dei Medici veterinari di Roma, che ha deciso si lanciare una campagna di sensibilizzazione al triste ennesimo fenomeno di abbandono – dopo quello che avviene normalmente per le vacanze estive – dal titolo #NOINONSIAMOCONTAGIOSI.

La campagna ribadisce appunto il concetto rivolto a tutti i proprietari di animali e soprattutto a chi ci convive malvolentieri. Diciamo la verità: quante volte abbiamo sentito dire che cani e gatti sono sporchi, che attaccano malattie, che non sono graditi sul divano o tantomeno sul letto che una loro leccatina amichevole è potenzialmente pericolosa per la nostra salute? Tutte fandonie.

Quindi, denunciano gli organizzatori: «Gli allarmi diffusi sui social con notizie errate e fake news hanno creato una situazione di panico facendo registrare, recentemente, un incremento ingiustificato degli abbandoni. A oggi  non ci sono prove scientifiche del fatto che gli animali possano contrarre il Covid-19 o essere loro stessi veicolo di trasmissione per l’uomo».

Pertanto, adottare i semplici provvedimenti consigliati dal Governo come lavarsi le mani e disinfettare le superfici secondo le regolari norme igieniche, sarà sufficiente per convivere sereni con il proprio cane (che non va fatto uscire ogni 5 minuti per fare una passeggiata di mezz’ora a espletare le proprie necessità fisiologiche) e il proprio gatto.

Tra l’altro la gestione di un animale domestico implica anche un comportamento responsabile verso di lui, che comprende cure e vaccinazioni. Sarà quindi il caso di contattare il veterinario prima di recarsi direttamente in ambulatorio, onde evitare di trovare assembramenti di persone.

E sarà importantissimo anche non nascondere a se stessi o agli altri, eventuali sintomi di sospetto contagio; per non abbandonare l’animale da solo a casa: basterà contattare la LEIDAA (Lega Italiana Difesa Animali e ambiente) che sicuramente vi aiuterà. In ogni caso sarà assolutamente necessario avvisare il servizio veterinario pubblico e/o la polizia locale riguardo alla presenza degli animali presso l’abitazione del ricoverato. È consigliabile appendere alla porta di casa, o lasciarlo in casa ben in vista (insieme al libretto sanitario ed eventuali prescrizioni terapeutiche specifiche), un modulo che avvisi della presenza del nostro amico animale affinché qualcuno si occupi di accudirlo.

Errata corrige: a parziale rettifica di quanto scritto sopra, si segnala che, secondo diverse importanti testate giornalistiche nazionali, parrebbe che due gatti (uno a Hong Kong e l’altro in Belgio) abbiano contratto il Coronavirus dal proprio compagno umano.

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