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In Africa, iniziando dal Kenya, è arrivato il Coronavirus

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Qualcuno ricorderà che in questo articolo  era stata citata con terrore l’Africa per l’espansione del Coronavirus. Ebbene, il virus è davvero arrivato anche nel Continente africano.Purtroppo in Kenya, tra le baraccopoli di Nairobi e in mezzo alle lamiere dello slum di Kibera, il più grande della capitale keniota e, probabilmente, dell’intero Continente.

Non è possibile conoscere con precisione il numero delle persone che ci vivono, dal momento che fonti ufficiali informano che vi stazionano circa 170.000 persone, mentre quelle ufficiose parlano di 500.000, anzi forse addirittura 1 milione di abitanti.

L’Oms si sta preoccupando e non poco, poiché il Kenya è uno dei Paesi guida dell’Africa orientale ed è quindi un punto di partenza per cercare di mettere in atto ogni forma possibile di prevenzione, dai tamponi all’isolamento delle persone positive.

Non è quindi stato un caso se il presidente Uhuru Kenyatta ha deciso di adottare una serie di misure per cautelare la popolazione dalla diffusione del virus, misure che però hanno fatto sorgere non pochi dubbi. Per esempio: restare a casa. Già, ma che cos’è casa? Forse la stanza dove alla sera si mettono coperte per terra affinché ci sia abbastanza spazio per stare tutti sdraiati e ammassati? Oppure casa è la fontana pubblica dove ci si reca a reperire l’acqua per potersi dissetare? E se chiuderanno le scuole (e possiamo ben immaginare come siano le aule di queste scuole), dove andranno i bambini?

Del resto, è necessario annotare anche che diversi fattori ( la crisi climatica, l’incremento demografico, la facilità dei viaggi da una parte all’altra del mondo) ci hanno reso tutti molto più vulnerabili di un secolo fa e quindi un focolaio di infezione che si registra in un angolo della Terra può raggiungere il capo opposto nel giro di 24 ore.

Anche per questo proprio Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms ha dichiarato: «Anche se non vi ammalate, le scelte che fate sui luoghi che frequentate possono fare la differenza tra la vita e la morte per qualcun altro. Sono grato perché molti giovani stanno spargendo la voce e non il virus. La solidarietà è la chiave per sconfiggere la Covid-19. Solidarietà tra Paesi, ma anche tra generazioni», cercando di spingere i governi africani a correre immediatamente ai ripari. Resta da vedere in che modo.

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