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Grazie, presidente Sergio Mattarella

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«L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del Coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quantomeno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possano ostacolarne l’azione».

Questa, dura, puntuale e precisa, la risposta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle parole confuse, raffazzonate e inopportune di Christine Lagarde, presidente della Bce succeduta a Mario Draghi, che non solo ha detto che la Bce non abbasserà i tassi ma ha anche detto, in modo leggermente più elegante, che gli spread non sono affari della Bce ma dei singoli Stati.

Insomma, Lagarde ha fatto come Ponzio Pilato, lavandosene le mani di quanto sta succedendo in Europa a livello economico (che sarebbe il suo compito). Dopo le parole rassicuranti di Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, le parole di Lagarde, indifferenti e da burocrate, hanno così causato lo sprofondamento delle Borse europee, dove Milano ha toccato il meno 16,92%, il peggior risultato della sua storia. Del resto non si comprende nemmeno perché le Borse abbiano continuato a stare aperte, dopo lunedì scorso, quando sarebbe bastata la sospensione dei titoli al ribasso o la chiusura delle vendite allo scoperto.  Ma tant’è, per gli speculatori questo è un piatto ricco e mentre migliaia di persone soffrono, gli ospedali sono al collasso e mancano medici, infermieri e macchinari, c’è chi si arricchisce senza spostarsi dalla propria poltrona.

Quanto allo spread, ci costerà nuovamente lacrime e sangue, ma non è affare della  Bce come ribadito dal suo presidente. In compenso la Fed, per sostenere Wall Street che stava nuovamente crollando come era logico, ha annunciato un’iniezione di 1.500 miliardi di liquidità nei prossimi giorni.

Come purtroppo era prevedibile, in Europa il contagio da Coronavirus si sta ampliando e le misure drastiche dell’Italia fanno da guida per gli altri Paesi, cui auguriamo un decorso favorevole.

Ma l’ingratitudine, come ci racconta la favola di Esopo della rana e dello scorpione, è sempre dietro l’angolo.

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