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Contro l’odio sportivo ecco la campagna #Odiarenoneunosport

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Uno studio realizzato dall’Università di Torino attraverso un team multidisciplinare del Centro di ricerca avanzata Coder ha rilevato come il 75% dei post sulle pagine Facebook delle principali testate sportive nazionali abbiano connotati di odio (hate speech).

I post esaminati sono stati quasi 5.000 con ben 443.000 commenti e di questi il 6,8% sono vere e proprie minacce, il 6,7% discriminazioni, il 73% aggressività verbale e il 13,5% contiene un generico linguaggio volgare e insultante. Sono queste le primissime indicazioni dello studio che verrà pubblicato a fine marzo e, appunto, il lavoro effettuato servirà a elaborare un vero e proprio Barometro dell’Odio nello Sport, perché si avverte una tendenza forte verso il peggioramento.

Pertanto, proprio lo sport che da sempre è terreno di inclusione e aggregazione sociale, che è la famosa e antica palestra di vita sin dai tempi dell’antica Grecia, che solitamente è veicolo di crescita sia fisica che morale, può trasformarsi in un crogiolo di gesti e discorsi impregnati di astio. Tra l’altro, queste connotazioni negative sono in aumento e si diffondono in modo esponenziale tanto più quando ci sono eventi calcistici tra squadre “non amiche” tra loro (e quindi tra i tifosi delle due parti) e riguardano spesso le  decisioni arbitrali.

Ecco quindi che è nata la campagna #Odiarenoneunosport, sostenuta dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e promossa dal Centro Volontariato Cooperazione allo Sviluppo, con un fitta rete di partner su tutto il territorio nazionale, di cui è possibile trovare i nomi in fondo a questa pagina.

Ecco quindi che sul sito creato appositamente per la campagna contro l’odio nello sport sarà possibile individuare campioni dello sport come Igor Cassina, Stefano Oppo e altri nomi che potrete verificare qui. Inoltre potrete leggere le testimonianze di chi, attraverso lo sport ha superato barriere e pregiudizi.

La campagna andrà avanti per tutto il 2020, anno della trentaduesima Olimpiade che si terrà a Tokyo, prevedendo attività educative in 55 scuole e 44 società sportive.

Insomma, lo sport deve unire e non dividere, insegnare e perseguire onestà e correttezza che devono diventare stile di vita anche nel quotidiano.

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