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Le crisi umanitarie del 2019 trascurate dai media

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Il rapporto di Care International – organizzazione umanitaria fondata negli Usa nel 1945 – si intitola “Suffering In Silence” e riporta le 10 crisi umanitarie del 2019 ignorate o semi-dimenticate dai media nel mondo e di cui si è parlato troppo poco.

La premessa del rapporto è che nel corso del 2019 ben 51 milioni di persone hanno sofferto per queste crisi e però pochissimi ne sono venuti a conoscenza e tantomeno ne hanno parlato.

Ecco dunque, in ordine casuale, i Paesi in cui sono avvenute e perché:

Repubblica Centrafricana – Sono avvenuti scontri e attacchi contro i civili da parte di gruppi armati a causa di turbolenze politiche. Come conseguenza circa 2,5 milioni di persone (oltre la metà della popolazione) hanno necessità di cibo e aiuti anche sanitari; molti sono fuggiti per riparare in Paesi vicini come Camerun, Ciad o Repubblica Democratica del Congo.

Zambia – Gli effetti dei cambiamenti climatici nel Paese africano sono innegabili e indiscutibili. Non a caso le temperature nella regione stanno subendo un aumento medio di circa il doppio del tasso globale, secondo il Gruppo Intergovernativo sui cambiamenti di clima. Pertanto si stima che in Zambia ci siano circa 2,5 milioni di persone che hanno un urgentissimo bisogno di assistenza alimentare a causa di ricorrenti e prolungate siccità.

Madagascar – L’isola ha il quarto tasso più alto nel mondo di malnutrizione cronica e quasi un milione di persone ha avuto bisogno immediato di assistenza alimentare. Ovviamente anche in questo caso sono stati i cambiamenti climatici a colpire i possibili raccolti e a causare siccità.

Eritrea – Dopo una siccità media sofferta dal Paese nel 2018, il 2019 ha peggiorato la situazione perché è stato ancora più secco. Quindi anche in Eritrea c’è stata una forte crisi per carestia, aggravata per le comunità nomadi che diventano particolarmente vulnerabili a catastrofi naturali come siccità o inondazioni nel corso della stagione delle piogge.

Kenya – Come altri Paesi africani, anche in Kenya c’è stata una forte siccità e in compenso, quando c’è stata pioggia, è stata troppa. Di conseguenza sono aumentati i prezzi dei prodotti alimentari ed è stata effettuata la riduzione di acqua. Purtroppo sono oltre 1 milione le persone che vivono senza avere un regolare accesso al cibo e oltre 500.000 bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di malnutrizione e hanno necessità di assistenza.

Etiopia – il Paese ha particolarmente sofferto nel 2019 poiché si è verificata una forte siccità nelle parti Orientale e Sudorientale, mentre altre regioni hanno subito inondazioni. Per questi motivi sono addirittura quasi 8 milioni le persone che soffrono di un grave livello di malnutrizione, in particolare donne in gravidanza o in allattamento, bambini e anziani.

Burkina Faso – Il Paese è stato caratterizzato da anni di instabilità politica e vuoti di potere che hanno portato a una governance debole che ha permesso violenza sui civili.  In particolare nel Sahel Centrale, ha colpito oltre 5 milioni di persone causando gravi crisi economiche e sociali. Particolarmente grave la malnutrizione sulla quale avevamo per esempio scritto qui.

Bacino del Lago Ciad – In questa regione, la crisi ha diverse sfaccettature: 10 anni di conflitti e violenze, povertà, fame, sfollamenti e il continuo calo delle acque del lago, hanno portato a quasi 10 milioni il numero delle persone che hanno necessità urgente di assistenza umanitaria.

Burundi – A causa di una prolungata insicurezza politica, di alti livelli di povertà e importanti preoccupazioni in materia di diritti umani, la situazione umanitaria nel Paese rimane vacillante. Vi si trovano infatti quasi due milioni di persone che lottano per poter nutrire le proprie famiglie, il pericolo di epidemie di malaria o il rischio di Ebola naturalmente non fanno che peggiorare la situazione.

Corea del Nord – Per l’unico Paese non africano di questa triste lista, dietro alla cortina di ferro imposta da Kim Jong un, sono le Nazioni Unite che stimano che quasi 11 milioni di persone abbiano necessità di assistenza per alimentarsi, curarsi e per le proprie necessità sanitarie,idriche e igieniche. Inoltre viene stimato che circa il 43% della popolazione sia denutrita poiché la produzione agricola interna non copre le esigenze del Paese.

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