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Unicef: tra i giovani poveri una bambina su tre non è mai andata a scuola

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L’Unicef ha pubblicato pochi giorni orsono una statistica mondiale molto preoccupante, secondo la quale –nei Paesi più poveri – tra i giovani 1 bambina su tre non è mai andata a scuola.

Purtroppo, sempre secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ancora oggi sono davvero moltissimi i bambini che non possono andare a scuola, ma le più penalizzate sono le femmine. Sono davvero tanti gli ostacoli che impediscono ai figli delle famiglie povere l’accesso alla scuola tra cui povertà, disabilità, origine etnica, lingua o dialetto parlati, distanza dalla struttura scolastica e discriminazione di genere che mette ai margini le femmine.

Unicef è direttamente intervenuta a Davos al Forum economico mondiale, proponendo la sua Agenda for Every Child per definire meglio gli obiettivi che lo stesso ONU definirà a settembre per guidare investimenti e azioni da qui al 2030.

Proprio nel suo intervento a Davos Henrietta Fore – direttore Unicef – ha spiegato: «Oggi, ci sono nel mondo 1,8 miliardi di giovani tra i 10 e i 24 anni – il più grande gruppo di giovani da sempre. Ogni mese, 10 milioni di ragazzi raggiungono l’età lavorativa e riscontrano che le conoscenze di ieri non sono più adatte ai lavori richiesti oggi», aggiungendo poi che nel mondo ci sono 71 milioni di giovani disoccupati e che  ben 150 milioni di giovani lavorano ma vivono con meno di 3 dollari al giorno.

Ha poi continuato: «Finché la spesa per l’istruzione pubblica sarà sproporzionatamente distorta nei confronti dei bambini delle famiglie più ricche, i più poveri avranno poche speranze. Per loro sarà sempre un problema sfuggire alla povertà, apprendere le competenze di cui hanno bisogno per competere e avere successo nel mondo di oggi e contribuire alle economie dei loro paesi».

Ma c’è di più poiché, analizzando i dati del rapporto presentato, si può rilevare che secondo i dati provenienti da 42 Paesi, quello che salta all’occhio è la differenza di genere per quanto riguarda l’istruzione nei Paesi più poveri del mondo: le ragazze che non sono mai andate a scuola in questi Paesi sono addirittura 1 su 3, con una percentuale del 20% in più rispetto ai ragazzi. Questo fenomeno, ovviamente, si verifica anche per la situazione sociale ancora molto arretrata che obbliga le bambine a rimanere a casa ad aiutare la famiglia, dove vengono incitate in giovanissime età a formare un proprio nucleo familiare nel quale saranno soggette al volere di un marito.

Ha proseguito la Fore: «I giovani vogliono – e hanno bisogno – di competenze per il lavoro del futuro, cioè competenze digitali, agricoltura moderna, tecnologia green e competenze di business e imprenditoriali. In quanto comunità globale, il business di una volta non va più bene. Il settore privato ha un ruolo cruciale per colmare questo gap e dare ai giovani le opportunità di cui hanno bisogno per sviluppare il loro potenziale», per poi concludere: «Stiamo chiedendo soluzioni all’avanguardia e nuove idee. Se agiamo con saggezza e urgenza, possiamo avere domani tanti giovani competenti e con una preparazione migliore per creare economie sostenibili e società pacifiche e prospere».

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