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Memorie d’inciampo per non dimenticare

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L’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone di Tor Pignattara (Roma) è noto per le iniziative sociali a favore dell’integrazione e della memoria e infatti in particolare quest’anno è partita l’iniziativa “Memorie d’inciampo”.

Ecco quindi che il 17 dicembre scorso, vigilia della Giornata d’azione globale contro il razzismo e per i diritti delle persone migranti, di fronte alla scuola elementare Francesco Baracca – facente parte dell’Istituto – è stata posizionata una pietra d’inciampo in memoria di quel giovane ragazzo proveniente dal Mali annegato e ritrovato con la pagella ricucita nei vestiti, posta proprio sul cuore. La triste vicenda è diventata nota e quel ragazzino senza nome è diventato il simbolo di chi, attraverso l’istruzione, crede fermamente di riuscire a costruire una nuova vita.

La targa recita: “Al giovane del Mali morto il 18 aprile 2015 portando una pagella sul cuore. Questa scuola avrebbe accolto lui e le altre persone che annegano cercando di attraversare il mare”.

Altre pietre uguali verranno poste davanti ad ogni plesso scolastico dell’Istituto Salacone. È stato scritto in una nota dall’IC stesso:« Memorie d’inciampo è il filo rosso che ci accompagna in questo percorso nei mesi di novembre e dicembre e oltre, per legarci all’idea del progetto “Pagella d’inciampo” nata da un’insegnante di Salerno e rilanciata e condivisa dal Tavolo Saltamuri anche con la campagna Mille Scuole Aperte».

Un modo diverso per dire che i diritti e la memoria, l’accoglienza e lo scambio, il valore della diversità e il rispetto non sono come monumenti da ricordare un solo giorno all’anno salvo poi cadere nel dimenticatoio per i seguenti 364, ma debbano essere pensieri e soprattutto azioni che diventino il nostro costante modo di vivere.

Il progetto, inoltre, ha dedicato spazio sia a Roma che nella stessa Tor Pignattara per commemorare ancora una volta tutte le persone deportate vittime del nazifascismo per motivi razziali, politici, militari, stigmatizzando la politica contro il “diverso”.

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