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Il muro di Trump: nuovi problemi in vista per il presidente americano

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A settembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarava: «Questo muro che separerà gli Usa dal Messico è una questione di emergenza nazionale». Pronunciò queste parole mentre si trovava a Otay Mesa, in California, specificando che le truppe – sì, le chiamò così – sarebbero rientrate solo dopo la fine della costruzione del famigerato muro. Di più: in quella stessa occasione minacciò il Messico di alzare le tariffe commerciali se quest’ultimo non si fosse impegnato a bloccare l’ondata dei migranti.

Si trattava per Trump di un “progetto formidabile”, tanto che disse: «Ho sempre immaginato un muro di cemento, sarebbe stato facile da realizzare, ma anche questa barriera di metallo “è virtualmente impossibile da scavalcare” e anche se un atleta riuscisse a farlo l’atterraggio sarebbe molto doloroso. Abbastanza sicuro che il primo a ridere di fronte a una battuta così infelice sia stato lui per primo.

Tuttavia ora è giunta una cocente delusione per Donald Trump, l’ennesima. Sì perché un giudice federale dello Stato del Texas ha categoricamente vietato all’amministrazione Usa di servirsi dei fondi dirottati dal Pentagono – circa 3,6 milioni – al fine di costruire il muro al confine con il Messico. Si tratta di una decisione figlia di una causa intentata dalla contea di El Paso in comunione con l’associazione Border Network for Human Rights. L’accusa rivolta a Trump è quella di aver strumentalizzato il suo ruolo di Presidente degli Stati Uniti nel dichiarare l’emergenza nazionale al fine di poter accedere ai fondi. Un problema non da poco per i repubblicani, dal momento che l’amministrazione aveva in mente di usare quei soldi per costruire un bel tratto di muro, pari a 324 chilometri.

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