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Perché gli uomini hanno difficoltà a trovare gli oggetti?

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«Caro, mi prenderesti la scatola di biscotti nella dispensa a sinistra?». «Francesco, gentilmente, puoi portarmi la scatola dei cerotti nell’armadietto dei medicinali?».

Caro e Francesco sono gentili, realmente si recano dove mogli, madri, sorelle, hanno indicato l’oggetto desiderato per poter realizzare un bisogno più o meno urgente della richiedente. Il fatto è – su, molte di voi lo sanno e stanno anche sorridendo – che gli uomini o scelgono di soggiornare per svariati minuti tra medicinali (poi magari ce ne sono quattro) oppure si chiudono in dispensa e chissà che fanno, va’ a capire. Oppure, è tipico ascoltare una frase di rimando dopo neanche un minuto che enuncia: «Non c’è», o, più semplicemente «Non lo trovo». Va a finire che poi la donna sospira, si alza e in mezzo secondo trova l’oggetto desiderato.

Molti pensano che questo sia un luogo comune, in effetti non esistono verità assolute e ci sono uomini svegli e con una vista da falco. Però è arrivata la scienza, attraverso uno studio, a dire qualcosa in proposito. In un certo senso spezza una lancia a favore degli uomini: questa incapacità di trovare le cose non sarebbe questione di pigrizia ma di semplice natura. Pare che insomma i maschi abbiano una visione periferica diversa da quella delle femmine che sarebbero in grado di percepire forme, tonalità di colore e movimenti di oggetti che non si trovano direttamente di fronte agli occhi. In sostanza, le donne avrebbero la facoltà di vedere con ottima precisione fino a 45° dal centro del loro campo visivo. Alle stesse condizioni, invece, gli uomini vedrebbero sfocato. Addirittura, sembra che in alcuni casi le donne arrivino a sviluppare una visione periferica che si avvicina ai 180°.

Perché una differenza così abissale? Stando allo studio questa distinzione potrebbe risalire addirittura al periodo preistorico. Era un’epoca in cui le donne erano deputate soprattutto alla raccolta di scorte alimentari come erbe, radici, frutta oltre a dover sorvegliare la prole. Questo avrebbe permesso loro di maturare una capacità visiva più ampia. Gli uomini invece erano specializzati nella caccia e, in tal modo, sarebbero stati naturalmente portati a focalizzarsi sulla preda e basta, concentrando l’attenzione su una cosa alla volta, seppur a notevoli distanze.

 

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