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Cipro, la bella isola divisa in due

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Viaggio di fine ottobre al centro del Mediterraneo orientale alla scoperta di Cipro, terza isola per estensione nel Mediterraneo, posta 70 chilometri a sud delle coste turche dell’Anatolia, 105 dalla costa siriana, non lontana dalle isole greche, e a 380 chilometri dall’Egitto. Il momento migliore, in teoria, per esplorare l’isola evitando i picchi di caldo estivi. In realtà non è mancata qualche “bomba d’acqua”, frutto dei cambiamenti climatici piuttosto che della stagione autunnale.

Cipro è l’isola di Afrodite, dea della bellezza, dell’amore, della fertilità. Per Esiodo la dea nasce dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano, che Crono aveva evirato nella sua ribellione. Per Omero è figlia di Zeus e della ninfa Dione, a sua volta figlia di Urano e Gea, nata nei pressi di Pafos, sulla costa occidentale dell’isola.

Impossibile e inutile sintetizzare in poche righe gli infiniti punti di interesse che Cipro offre al visitatore. Proverò, allora, a dar conto soltanto degli aspetti che più hanno colpito la mia attenzione.

Il primo riguarda la vita politico-istituzionale. Cipro è divisa in due entità da quella che viene definita la “linea verde”. Da un lato la Repubblica di Cipro, democrazia parlamentare nata nel 1960 dalla lotta di liberazione contro il colonialismo inglese, oggi parte integrante dell’Unione Europea. Dall’altro la Repubblica turca di Cipro, entità statale riconosciuta solo dalla Turchia a seguito dell’occupazione del 1974. Nicosia, anch’essa scissa in due parti, è la capitale di entrambe. Al Sud vivono i greco-ciprioti, circa l’80% della popolazione, prevalentemente di religione ortodossa, al Nord i turco-ciprioti, musulmani.

Così per passare da una parte all’altra dell’isola bisogna attraversare i check point dove mostrare il proprio passaporto. Ma non fatevi trarre in inganno, non è un clima da guerra fredda. Formalismi amministrativi, qualche stranezza burocratica, ma niente più. Cipro è un’isola “quasi”divisa. Non si coglie ostilità tra le due popolazioni, non ci sono tracce di fanatismo politico o religioso. Naturalmente l’occupazione militare del nord da parte della Turchia, l’esodo forzato dei greco-ciprioti al Sud e dei turco-ciprioti al Nord, e la successiva immigrazione di popolazioni turche nella parte nord del Paese, favorita da Ankara, hanno lasciato segni impossibili da dimenticare. Ma la convivenza è assolutamente pacifica e la speranza della riunificazione appare nelle aspettative di tutti i ciprioti.

Il Sud è un paese in espansione, molto proteso a conquistare nuove quote del mercato turistico internazionale. L’edilizia in alcune città è in pieno boom e i prezzi delle unità immobiliari salgono alle stelle. Il livello delle retribuzioni e del costo della vita è paragonabile a quello italiano. Il Nord è certamente meno sviluppato, l’economia dipende molto dalla vicina Turchia, ma anche in questo caso il mercato immobiliare è in fermento e i flussi turistici arrivano tranquillamente nei molti punti di attrazione dell’area.

A proposito di stranezze da guerra fredda: quando un gruppo di turisti formato da più di cinque persone arriva al check point per una visita in qualche località del Nord, gli viene assegnata una “guida silenziosa”. Questo strano personaggio vi accompagnerà, silenziosamente per l’appunto, nell’escursione come un’ombra e vi lascerà solo quando uscirete dal confine. Qual è la sua funzione? Ordine pubblico? Controllo politico? Niente di tutto questo. La “guida silenziosa” è soltanto un dipendente o collaboratore di un’agenzia turistica del nord che in questo modo “lucra” (in modo del tutto legale, ovviamente) sui passaggi turistici da una parte all’altra del paese.

Il secondo aspetto riguarda la straordinaria bellezza dei siti e dei reperti archeologici. Ad esempio, a Cipro si ha l’opportunità di visitare sia l’affascinante villaggio neolitico di Chirokoitia nei pressi di Larnaka, sia gli scavi della città di Salamis con il gymnasium, le terme, l’odeon e l’anfiteatro di epoca romana, le basiliche paleocristiane. Per non parlare del sito dell’antica città di Kurion, affacciata sul mare, dove ammirare i mosaici della casa di Eustolio, il teatro e l’imponente basilica paleocristiana, oppure della casa di Dioniso a Pafos, con i suoi stupefacenti mosaici risalenti al II/III secolo dopo Cristo. Da non mancare il Museo archeologico nazionale di Nicosia dove sarà possibile compiere un meraviglioso itinerario dalla preistoria al periodo paleocristiano.

Il terzo aspetto attiene alla spiritualità ortodossa.  Mi riferisco, in particolare, alle cosiddette “chiese affrescate” nel massiccio dei Trodoos, area interna montana dominata dal monte Olimpo (m. 1952). Qui si rifugiarono i monaci bizantini fondando monasteri, chiese e cappelle al di fuori delle rotte militari e dei traffici commerciali. Qui, ancora oggi, possiamo ammirare, nel silenzio di valli verdi e profonde, piccole cappelle dalle strane fogge, con dipinti murari che narrano le storie della vita di Cristo, della Madonna, di Giovanni Battista e dei Santi. Qui possiamo comprendere a pieno quella che oserei chiamare la “pittura della fede”, laddove le storie narrate sono più importanti della loro bellezza formale e l’artista sceglie di rimanere senza nome, sconosciuto. In questi cicli pittorici non troverete l’espressività e la maestria della Cappella degli Scrovegni, ma – come del resto di fronte alle icone del Museo bizantino di Nicosia – si aprirà dinanzi a voi un mondo ricco di spiritualità e di autentica fede.

Dal punto di vista architettonico, ed è questo il quarto aspetto da sottolineare, Cipro riserva una grande sorpresa. Potrete ammirare numerose Chiese in perfetto stile gotico, inimmaginabili a queste latitudini, alcune delle quali, peraltro, oggi utilizzate come moschee. Il motivo di questa particolarità è da rintracciare nella lunga dominazione dell’isola da parte della dinastia “franca” dei Lusignano tra il XII e il XIV secolo. Stupisce la purezza delle forme gotiche della ex Cattedrale di San Nicola a Famagosta, oggi Lala Mustafà Paşa Cami, oppure la grandiosità della ex Cattedrale di Santa Sofia a Nicosia Nord (Selimiye Cami) o del complesso abbaziale di Bellapais nei pressi di Keryneia nei territori “occupati”.

Per altro verso è impossibile non citare le grandi architetture militari, dalla cosiddetta Torre di Otello in Famagosta al Castello di Limassol, dal Castello di Keryneia a quello di Kolossi, fondato dai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni. Ma tra tutti, per estensione, grandezza e magnificenza del panorama, va ricordato il Castello di S. Hilarion, costruito sui resti di un monastero fondato da un santo eremita proveniente dalla Terrasanta.

Ancora due mete da segnalare per concludere questo breve resoconto sull’isola di Afrodite che, peraltro, offre al visitatore mille altre possibilità. La prima è il Caravanserraglio di Nicosia Nord (Büyük Han). La struttura è stata restaurata di recente e colpisce per l’imponenza e l’armonia delle forme. La seconda meta è la “città fantasma” di Varosha. Durante gli anni della repubblica unitaria di Cipro, Famagosta era una città abitata prevalentemente da turco-ciprioti e la comunità benestante dei greco-ciprioti viveva nel sobborgo di Varosha. Il 15 agosto del 1974 l’esercito turco occupò la città e i greco-ciprioti dovettero abbandonare in fretta e furia i loro beni. Da allora a Varosha non abita più nessuno, gli edifici sono cadenti e l’intera zona è posta sotto il controllo dell’esercito turco e delle forze dell’ONU. Oggi, dall’esterno della recinzione di rete metallica e filo spinato, possiamo solo guardare con tristezza le belle architetture di un quartiere residenziale in totale decadenza.

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