Portale di economia civile e Terzo Settore

“Il tempo dei bambini”, decimo Atlante dell’Infanzia a rischio

21

Sono numeri davvero tristi e preoccupanti quelli che ha divulgato la nota Ong Save the Children nella decima edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio, a cura di Giulio Cederna, il cui titolo è “Il tempo dei bambini”. Sul nostro portale avevamo presentato lo scorso anno anche il precedente Atlante che si focalizzava sui bambini delle periferie, sempre a cura dello stesso Cederna.

A dieci anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’Atlante, il bilancio della condizione di bambini e adolescenti nel nostro paese è peggiorata. Emerge infatti un aumento delle diseguaglianze intergenerazionali, sociali, geografiche ed economiche tra bambini del Sud, del Centro e del Nord Italia, tra ragazzi e bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole “bene” e delle classi ghettizzate.

Quella che ne esce è una desolante fotografia di un Paese vietato ai minori, un’Italia che ha abbandonato una delle sue risorse più grandi: i bambini, cioè il futuro.

Le differenze tra il 2008 (primo anno dell’Atlante) e il 2018 (l’ultimo esaminato) sono davvero grandi. In un Paese impoverito e molto colpito dalla denatalità (nel 2008 in Italia i minori rappresentavano il 17,1%, nel 2018 il dato è sceso a 16,2%), la spesa sociale per l’infanzia rimane tra le più basse in Europa, con un importo medio di 172 euro pro capite destinati a famiglie e minori da parte dei diversi Comuni. Purtroppo la media non è omogenea, poiché la spesa, per esempio in Calabria (la minore), si attesta a 26 euro pro capite, mentre in Emilia Romagna (la maggiore) a 316 euro.

Naturalmente povertà economica ed educativa sono strettamente correlate e si autoalimentano in un circolo vizioso. Infatti i minori che non svolgono sufficienti attività culturali sono ancora il 70% e anche lo sport per molti rimane un privilegio, poiché il 20% dei minori tra 5 e 17 anni non pratica alcuna attività sportiva e soltanto il 15% svolge qualche attività fisica non continua.

E ancora: mentre è in aperto svolgimento il dibattito sull’ambiente e sui cambiamenti climatici del nostro pianeta, bambini e adolescenti italiani crescono in luoghi dove c’è sempre meno verde e anzi, dal 2012 al 2018 si è riscontrato un aumento di 30.000 ettari di territorio cementificato e solo in una città italiana su dieci si raggiunge la dotazione minima di verde pubblico di 9 metri quadrati per abitante stabilita per legge. Inoltre gli edifici scolastici che frequentano i minori sono troppo spesso insicuri e non a norma: solo una scuola su cinque è antisismica, mentre in oltre 21.000 istituti manca l’agibilità e 24.000 non hanno il certificato di prevenzione incendi.

L’Atlante di Save the children parla chiaro: secondo i dati dell’Ocse, infatti,  l’Italia spende per l’istruzione e l’università circa il 3,6% del Pil, quasi un punto e mezzo in meno rispetto alla media degli altri Paesi, pari al 5%. Anzi, con la riforma del 2008, in tre anni, sono stati tolti ben 8 miliardi. La spesa per l’istruzione è così crollata dal 4,6% del Pil del 2009 al 4,1% del 2011 fino al minimo storico del 3,6% del 2016.

A preoccupare è anche il dato sulla lettura di libri: addirittura quasi il 50% dei minori, pur frequentando la scuola, non legge libri oltre a quelli scolastici e quindi, se nel 2008 i “non lettori” erano il 44,7% del totale, nel 2018 il dato è salito al 47,3%.

Non finisce qui, poiché la cifra dei minori che vivono in povertà assoluta (senza i beni indispensabili per condurre uno stile di vita accettabile) è più che triplicata nel decennio in esame: dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018, arrivando a toccare l’incredibile numero di 1milione e duecentomila ragazzi.

Ecco quindi che Save the Children rilancia la sua campagna “Illuminiamo il futuro” con una petizione che è possibile firmare online cliccando sul nome della campagna stessa, chiedendo il recupero di spazi abbandonati da restituire all’infanzia e scuole sicure per tutti.

Orso marsicano, “2x50 è possibile” dice il WWF
Città del Messico: la prima casa di riposo per anziani LGBT

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...