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California: no alle pellicce e stop agli animali nei circhi

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In California la data del 12 ottobre 2019 verrà considerata storica; se è vero infatti che nello stesso giorno Cristoforo Colombo nel 1492 approdava sulle coste di San Salvador scoprendo così il Nuovo Mondo, è vero che la storia di cui parliamo è quella degli animali da pelliccia e di quelli selvatici impiegati nei circhi.

Infatti sabato 12 ottobre 2019 il governatore democratico Gavin Newsom ha firmato la legge AB-44   che proibisce a qualunque residente di produrre e vendere abiti, scarpe o borse fatti con pellicce di animali. I trasgressori rischiano una multa di 500 dollari a capo, più una seconda sanzione di 750 dollari, sempre per capo, in caso di reiterazione entro l’anno, e un’ulteriore sanzione di 1.000 dollari in caso di recidiva.

La California è il primo Stato al mondo a emanare questa normativa, che entrerà in vigore nel 2023, per dare ai commercianti il tempo di adeguare i loro stoccaggi.

In realtà tutto ha avuto inizio a San Francisco che, dal primo di gennaio di quest’anno, ha proibito la vendita di qualsiasi prodotto contenente pellicce; il governatore dello Stato ha seguito l’esempio, vietando anche l’uso di trappole per la cattura di animali selvatici e spiegando fieramente in una nota: «La California è leader in materia di welfare animale e da oggi questo ruolo comprende anche il divieto alla vendita di pellicce».

Come ha evidenziato il San Francisco Chronicle sono previste alcune eccezioni: è concessa la vendita di capi di seconda mano, di abiti in pelle o cuoio, di animali impagliati e pelli di cervo, pecora e capra.

Ma c’è anche di più, perché nella stessa giornata è stata approvata anche la legge SB13, proposta dal senatore di San Diego, che proibisce di far esibire qualunque animale selvatico nei circhi. Potranno entrare in pista solo cani, gatti e cavalli addomesticati e anche su questa norma si è pronunciato il governatore Newsom spiegando: «Stiamo facendo una dichiarazione al mondo intero: i meravigliosi animali selvatici, come orsi e tigri, non devono finire su un trapezio o a saltare attraverso le fiamme» definendo “profondamente inquietanti” le pratiche di addestramento usate per gli spettacoli circensi. Rimane ancora, invece, lo spettacolo del rodeo.

Continuano quindi i passi avanti per la protezione degli animali e per i loro diritti: non per caso lo scorso maggio, proprio dall’Italia, il gruppo Prada aveva annunciato che avrebbe rinunciato alle pellicce a partire già dal prossimo anno.

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