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Oxfam: report per emergenza climatica

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È stata Oxfam a portare a New York al Climate Action Summit 2019 (di cui abbiamo scritto in questo articolo) un nuovo report che denuncia l’emergenza climatica e la sua disuguaglianza nel mondo.

Il rapporto  pone l’accento sulla catastrofe climatica che in questo momento sta devastando nel continente africano Mozambico e Corno d’Africa, aree già molto povere che subiscono le conseguenze di cicloni distruttivi come Idai e Kennet di alcuni mesi fa, oppure i forti disagi di siccità prolungate. Proprio questi fenomeni, denuncia il rapporto, hanno portato – con i cicloni – oltre due milioni di persone sull’orlo della carestia, causando danni per oltre 3 miliardi di dollari e aumentando il rischio di diffusione di malattie come il colera, mentre la siccità nel Corno d’Africa ha portato allo stremo oltre 15 milioni di persone in Somalia, Eritrea e Kenya.

Quindi, spiega Oxfam, la sopravvivenza per decine di milioni di persone nel mondo e soprattutto in Africa oggi dipende sempre di più dalla capacità di adattamento nella resistenza al cambiamento climatico e agli eventi atmosferici sempre più estremi.

Purtroppo le cifre esposte nel rapporto parlano chiaro: i 48 Paesi più poveri del nostro pianeta ricevono da 2,4 a 3,4 miliardi di dollari l’anno in aiuti e finanziamenti diretti a ridurre l’impatto della crisi del clima. Per  comprendere quanto sia esigua, si tratta di una cifra che corrisponde a meno di un centesimo di dollaro al giorno per persona.

Ha spiegato Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne Oxfam Italia: «I governi delle grandi potenze mondiali continuano a non mantenere le loro promesse di stanziamenti diretti all’adattamento dei Paesi poveri alla crisi climatica globale. Il paradosso è che questi Paesi pur non avendo responsabilità dei cambiamenti climatici, ne sono vittime, intrappolati in una terrificante spirale di crisi umanitarie, espropriati del futuro e costretti a diventare profughi. Per questo oggi chiediamo ai Paesi ricchi e ai grandi donatori di intervenire immediatamente concedendo veri aiuti, e non prestiti da restituire che condannano milioni di persone alla povertà».

Oxfam naturalmente prenderà parte al terzo  Global Strike for future che domani, 27 settembre, porterà in piazza persone in tutto il mondo. In particolare saranno soprattutto giovani e studenti, come Greta Thunberg, ad attivarsi e manifestare per il futuro di tutti facendo sentire le loro voci.

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