Portale di economia civile e Terzo Settore

Amnesty International: in Russia vietato occuparsi di diritti umani

23

Questa volta è la Russia a essere al centro del mirino implacabile di Amnesty International per i diritti umani violati.

Infatti, in un rapporto diffuso pochi giorni fa, la nota associazione ha denunciato l’intensificarsi della repressione nei confronti di chi difende i diritti umani nel Paese sovietico. Pare, del resto, che dal ritorno di Vladimir Putin alla presidenza del Paese, siano state emanate nuove leggi, attuate politiche repressive ed effettuate rappresaglie proprio su chi opera in favore dei diritti umani.

Non a caso ha dichiarato Natalia Prilutskaya, ricercatrice di Amnesty International sulla Russia: «Nella Russia di oggi occuparsi di diritti umani equivale a camminare su un terreno minato. Ogni giorno c’è una nuova minaccia: un pestaggio da aggressori ‘sconosciuti’, un procedimento giudiziario seguito da una condanna per un reato mai commesso, un congelamento dei conti bancari che paralizza le attività, una multa sproporzionata, un “attenzionamento” dei media statali nei confronti di parenti prossimi».

Infatti, sempre secondo il rapporto di Amnesty, vengono utilizzati strumenti come leggi restrittive, persecuzioni, impunità per le aggressioni e minacce agli attivisti.

E ancora, il rapporto spiega come tra le persone più perseguitate vi siano coloro che difendono i diritti umani in Cecenia e gli attivisti per i diritti delle persone Lgbti, vittime di numerosissime aggressioni violente e pretestuose.

Ad esempio Igor Kochetkov – attivista di una rete di organizzazioni per i diritti delle persone Lgbti che aveva denunciato la persecuzione degli omosessuali in Cecenia – ha ricevuto numerose minacce di morte e addirittura le intimidazioni sono state fatte circolare tramite un video pubblicato sui social media. Ebbene, come sostiene Amnesty direttamente, a oggi non esiste il minimo indizio che faccia pensare che la polizia abbia svolto alcun tipo di indagine per queste minacce. Né tantomeno si conosce il numero di persone Lgbti arrestate o vittime di soprusi.

Ha concluso infine la stessa Natalia Prilutskaya: «Chiediamo alle autorità di porre fine alle rappresaglie e alle campagne diffamatorie, diventate ormai il loro modus operandi, e di indagare in modo efficace e indipendente su tutti i reati commessi ai danni di attivisti e difensori dei diritti umani. Chiediamo inoltre al governo russo di annullare le leggi eccessivamente restrittive che pregiudicano il lavoro delle organizzazioni non governative e di rispettare l’obbligo assunto a livello internazionale di proteggere coloro che tutelano i diritti degli altri».

Oxfam: report per emergenza climatica
L'avvocato di strada al servizio dei più deboli

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...